Intervista a Stefania Azzali Amministratore della pionieristica realtà Casa Gioia di Reggio Emilia

Casa Gioia è una cooperativa sociale Start-up che si occupa di bambini e adulti con disabilità.   Nata nel 2017 abbraccia il metodo ABA (Applied Behavior Analysis) e ha la finalità di promuovere attività di apprendimento delle specifiche competenze sia individuali, sia  sociali per favorire l’aggregazione e l’inclusione.

Casa Gioia pur trattandosi di una realtà giovane è diventata molto importante sul territorio, non solo per la qualità del lavoro svolto, ma anche per la sua attività di ricerca.

www.lintellignete.it ha intervistato l’Amministratore Stefania Azzali, una donna che del suo lavoro ne ha fatto una vera e propria missione di vita.

 

 

  • Presidente ci spieghi in poche considerazioni cosa si occupa Casa Gioia?

 

Casa Gioia è una start Up Tecnologica ad impatto sociale nata nel marzo 2017 che attraverso un percorso, svolto in collaborazione con insegnanti, educatori, psicologi, ricercatori che lavorano utilizzando la Scienza ABA (Applied Behaavior Analisys).

Per una famiglia che deve convivere con una disabilità, diventa di fondamentale importanza, creare un rapporto di fiducia, con chi deve prendersi cura del proprio caro.

Costruire una proposta educativa con la famiglia, significa coordinare le loro aspettative con le reali possibilità del loro ragazzo con una proposta che promuova identità, autonomia, ideando soluzioni innovative che possano rispondere a grandi sfide integranti ed inclusive, sogno e ambizione per un genitore di un ragazzo disabile.

 

  • Quali sono la peculiarità che la differenziano da altre realtà comparabili?

 

Sicuramente Casa Gioia è uno dei pochi centri esistente in Regione Emilia Romagna, ad aver accettato la sfida di creare un servizio per la disabilità cognitiva adulta che mira allo sviluppo delle competenze e alla raccolta di dati idonei a creare un protocollo scientifico che ancora non esiste. Come start up tecnologica Casa Gioia ha sviluppato un innovativo strumento IT che rende più veloce e soprattutto preciso il lavoro dei ricercatori: il QUADERNO ELETTRONICO, ovvero un software, sviluppato interamente in house dal nostro IT manager, che permette di raccogliere i dati quotidianamente, consentendo di monitorare in tempo reale, gli apprendimenti e  i progressi, valutando, dunque sempre, la bontà del percorso tracciato per quel determinato utente.

 

  • Che età hanno le persone che frequentano questo centro?

 

Nel nostro centro accogliamo numerose tipologie di utenti dai 3 anni fino all’età adulta proponendo una serie di servizi.

 

  • Quale attività promuovete?

 

Prediligendo l’intervento personalizzato, Casa Gioia, ha creato un” modello educativo” che vede la costruzione reale della rete educativa a supporto della persona fragile, fatta dal nucleo famigliare, dal contesto ambientale, sociale, ludico, lavorativo, in una sinfonia di interventi e attività, dove la regia viene affidata alla scientificità del metodo Aba, sapientemente applicato dai nostri professionisti, tutto teso al raggiungimento del benessere dell’individuo e del suo contesto.

Ritornando alle nostre attività:

– interventi ABA precoci per bambini dai 3 agli 8 anni;

– Interventi Aba in contesti socio/ educativi per ragazzi e adulti dai 10 anni in su;

-Affiancamenti lavorativi per ragazzi dopo i 18 anni.

– doposcuola per bambini e ragazzi con problemi di apprendimento (BES/DSA)

– percorsi di formazione per genitori “parent training”

– riduzione dei comportamenti problematici e socialmente disadattivi legati all’autismo

– incontri di Mindfulness per adulti e per i nostri utenti

– percorsi di training in ambito sanitario per abituare i ragazzi ad approcciarsi alle analisi ed alle visite mediche

 

Casa Gioia struttura progetti totalmente individualizzati, sottoponendo la persona che necessita del programma, ad uno screening completo delle sue competenze, utilizzando i principi dell’Aba, e sintonizzando le richieste e le aspettative della famiglia, con le reali capacità e competenze.

 

  • Casa Gioia è molto conosciuta sul territorio per l’ottima qualità degli studi pioneristici che state realizzando, ci direbbe qualcosa in merito?                                                              Sicuramente noi di Casa Gioia, crediamo che le persone affette da autismo o ritardo nello sviluppo, possono imparare tutta la vita se sorretti da un modello educativo di cui abbiamo già parlato. Per fare questo ci avvaliamo della scienza Aba che è un sistema scientifico, derivato dai principi del comportamento umano che si basa su un insieme di procedure rigorose capaci di ottenere modificazioni sorprendenti e socialmente significative del comportamento. 

 

    1. Un ampio numero di ricerche scientifiche, ci dice che un intervento precoce ed intensivo, è efficace per modificare i deficit intellettivi, linguistici, comportamentali associati all’autismo e al ritardo mentale.
    2. Siamo fermamente convinti che il limite che generalmente connota ogni forma di disabilità, sia qualcosa da cui partire e non su cui arenarsi senza avere nessuna possibilità di scelta.
  • Quali progetti avete in serbo per il futuro?  
  • Stiamo lavorando ad una serie di percorsi di cui andiamo molto orgogliosi. Esiste infatti un esercito silenzioso adulto di autistici che, privi dei supporti adeguati, vengono superficialmente inseriti nel mondo degli psicotici, spesso sottoposti a terapie farmacologiche di controllo sui comportamenti socialmente inadeguati, quando importanti studi, dimostrano che sarebbe vincente un approccio relazionale basato sulla reale presa in carico coadiuvata, innanzitutto da attività lavorative, non di intrattenimento, come oggi avviene, ma basate su scelte in base alle caratteristiche attitudinali del soggetto. Casa Gioia è una startup tecnologica ad impatto sociale, favorisce l’INNOVAZIONE, sostenendo, un trend in crescita nel mondo, che vede affiancare al profitto, come in tutte le Aziende, un importante contributo in termini sociali.La peculiarità di questo progetto è data dalla presenza sul luogo di lavoro dell’analista del comportamento messo a disposizione da Casa Gioia che coadiuverà non solo il ragazzo autistico, ma farà in modo di predisporre l’ambiente di lavoro alla sua accoglienza, in modo da rendere più naturale e reale possibile il suo inserimento. Chiaramente ci tengo a sottolineare che si tratta di percorsi assolutamente pionieristici, dove non esiste un precedente nazionale o mondiale a cui confrontarsi.   Chi un minimo ha avuto esperienza con persone fragili, si è quasi sempre, confrontato, con la grandissima difficoltà che hanno queste persone nel decodificare e interpretare gli stati emotivi, nel comprendere i sentimenti e soprattutto, nel gestire i comportamenti emessi, in risposta alle emozioni vissute. Attraverso la Mindfless, Casa Gioia, ha costruito un protocollo, totalmente innovativo che seguendo una successione molto strutturata su una moderna teoria del linguaggio e della cognizione, chiamata RELATIONAL FRAME THEORY, è in grado di costruire nel soggetto, a seconda chiaramente del grado di compromissione cognitiva, un percorso coerente di sviluppo emotivo.  Come Presidente di Casa Gioia, ringrazio la redazione de: www.lintelligente.it , per averci dato la possibilità di ampliare la conoscenza della nostra realtà territoriale e del nostro lavoro. https://it-it.facebook.com/pages/category/Nonprofit-Organization/Casa-Gioia-1838233406503000/     

Ci tengo a sottolineare, inoltre, che Casa Gioia è il frutto di una sinergia di pensiero, cuore e azioni, dove l’investimento sicuramente è nato dalla mia esperienza di mamma speciale, con un figlio ammalto con sindrome Ring14, ma che ha trovato nella competenza e amore dei miei collaboratori, la possibilità di estendere alle famiglie che credono in noi, una speranza di vita decorosa per i loro figli. Si ci può fermare alla semplice discriminazione e riconoscimento dell’emozione, fino alla possibilità, per quei soggetti ad alto funzionamento e con comprovate capacità verbali, alla lettura della mente dell’altro. Quasi sempre, quando si parla di autismo, il binomio è con i comportamenti problema, che altro non sono se non la risposta a emozioni non gestite, perché non controllate. Spinti dalla profonda passione e dalla conoscenza dei meccanismi che sono alla base del funzionamento cognitivo nella disabilità mentale e nell’autismo, abbiamo messo a punto un sistema di riconoscimento e controllo degli stati emotivi, attraverso la pratica meditativa della Mindfulness. Spinti dalla nostra certezza che le cose si insegnano a chiunque, importante è il metodo utilizzato; e soprattutto che anche le persone fragili hanno diritto a curarsi, abbiamo strutturato un percorso che possa abituare i bambini o ragazzi autistici o con disabilità cognitiva grave, a svolgere analisi e visite, nel modo più sereno possibile, definendo un insieme di procedure che può prevedere l’accompagnamento sul luogo della visita da svolgere. Altro progetto dove abbiamo convogliato le nostre energie è il training sanitario. Questo ci pone all’avanguardia di un sistema di welfare EVOLUTIVO che ci auguriamo innesti un circolo virtuoso. Rendere il team di lavoro consapevole delle caratteristiche della persona fragile da inserire, significa creare le condizioni ad un successo, non solo relazionale, ma di mansioni da eseguire; questo rafforza non solo il gruppo, ma rende un’Azienda responsabile socialmente. A fronte di ciò, abbiamo sviluppato un protocollo, per inserire produttivamente, ragazzi autistici in luoghi di lavoro, non protetti, selezionati in base alle loro competenze, capacità e accompagnarli verso la maggiore autonomia sostenibile. Da questo pensiero nasce il nostro percorso di affiancamento lavorativo che qui di seguito cercherò di sintetizzare. Sono la risposta alla pressante richiesta delle famiglie di poter avviare percorsi specifici che possano modificare il modo con cui entrare in relazione con la neurodiversità.

La redazione de: L’Intelligente ringrazia l’Amministratore Stefania Azzali per averci concesso un’intervista così profonda e dettagliata di Casa Gioia e  augura a tutto il suo Staff un buon lavoro.

 

Intervista a cura di Barbara Lo rillo

 

 

 

 

 

 

 

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