Bramito d’amore

Il corteggiamento nel mondo animale può assumere le forme più disparate. Esistono storie di doni nuziali, opere d’arte  finalizzate alla conquista,  danze e canti ideati per sedurre, ma anche tradimenti, inganni e rapimenti. Nei mesi di settembre e ottobre, in Italia, va in scena una storia di potenza: quella del bramito del cervo.

 Il cervo nobile (Cervus elaphus) è il più grande mammifero ungulato presente nel nostro Paese, con un peso che nel maschio adulto può raggiungere i 250 kg. Specie autoctona di alpi e appennino, durante gli ultimi due secoli la sua popolazione andò incontro ad un calo drammatico soprattutto a causa della eccessiva pressione venatoria. Dal secondo dopoguerra il cervo ha lentamente ricolonizzato le montagne italiane sia grazie ad alcuni animali immigrati in maniera spontanea da Svizzera, Austria e Slovenia sia a seguito di reintroduzioni da parte dell’uomo con soggetti provenienti dall’Europa centrale e alpina e dalla Francia. Esiste, tuttavia, un piccolo nucleo relitto che rappresenta l’unica popolazione italiana originaria e tipica del nostro Paese: si tratta dei cervi della Mesola, localizzati nel bosco della Mesola in provincia di Ferrara.

 La stagione degli amori nel cervo vede il suo picco tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. I maschi maturi sessualmente, di almeno 3 o 4 anni d’età, hanno già iniziato, dall’estate, a confrontarsi tramite i cosiddetti “comportamenti ritualizzati”: le parate, lo sfregamento dei palchi, la marcatura del territorio tramite ghiandole odorose sono tutti messaggi che vengono inviati agli altri maschi per dissuaderli preventivamente dalla competizione. I maschi radunano poi piccoli gruppi di femmine e iniziano a difenderle da altri interessati: si tratta di veri e propri harem, termine che rappresenta la strategia riproduttiva di questa specie poligama. A questo punto, sotto la spinta di una carica ormonale massiccia, il cervo maschio si trasforma in una macchina da riproduzione: gli altissimi livelli di testosterone lo rendono più imponente, più aggressivo, completamente disinteressato ad alimentarsitanto da perdere anche il 20% del proprio peso corporeo – e letteralmente ossessionato dalle sue femmine, che continua a tenere sotto controllo in attesa che vadano in estro e che quindi possano essere coperte. Il lavoro più duro continua ad essere quello di allontanare gli altri maschi: il cervo raspa per terra con gli zoccoli, urina, si sfrega sui rami, ma se qualche rivale coraggioso tenta l’avvicinamento non esita a confrontarsi direttamente cercando di scacciarlo e affidandosi ai palchi, la struttura ossea che ogni anno viene persa e poi riformata proprio con lo scopo di vincere la battaglia per la riproduzione. Le lotte tra i maschi, che possono avvenire anche nel resto dell’anno, di norma hanno lo scopo di confrontarsi senza arrivare a ferirsi, ma in questo periodo gli esiti spiacevoli sono più frequenti.

 È al crepuscolo, però, che va in scena il comportamento più maestoso e suggestivo del cervo in amore. Per difendere il proprio harem e confermare il loro status di dominanti, i maschi emettono dei vocalizzi profondi, rauchi, simili a ruggiti, che prendono il nome di “bramito”. Il cervo sceglie di solito una piazzola, che ha avuto cura di raspare e marcare, in modo da rendere i suoi vocalizzi più localizzati ed efficaci. I ruggiti del bramito sono emessi in sequenza, per tutta la notte, e vengono a volte intervallati dai cosiddetti “colpi di tosse”, più secchi, che spezzano l’emissione continua e fanno sussultare tutto l’animale.

 Oltre ad essere estremamente suggestivo, il bramito viene utilizzato dagli anni ’90 come metodo di censimento del cervo in Italia. La tecnica è stata perfezionata nelle Foreste Casentinesi ispirandosi alla Norvegia, dove è stata ideata negli anni ’70. I censitori si localizzano in punti d’ascolto, situati in posizioni elevate, da dove per diverse ore contano e prendono nota dei maschi bramitanti della zona con l’aiuto di una bussola ed un goniometro. Individuare, in gradi, la direzione del bramito aiuterà gli operatori situati in diverse posizioni a non conteggiare più volte lo stesso cervo. Dopo alcune sessioni, ed unendo i dati delle varie postazioni, sarà possibile tramite una formula aritmetica stimare la consistenza totale della popolazione di cervi della zona. Il censimento al bramito viene, di norma, effettuato a scopo venatorio in aree dove è concessa la caccia di selezione al cervo, ma anche alcune aree protette lo utilizzano per le attività di monitoraggio faunistico: ne sono un esempio il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterone e Campiglia e la Riserva Naturale Statale dell’Orecchiella, in Toscana.

 Il Rifugio Isera Orecchiella (Villa Collemandina, LU) organizza un weekend dedicato al bramito del cervo. L’evento si svolgerà sabato 20 e domenica 21 settembre e includerà sia presentazioni frontali sia appostamenti ed escursioni, in collaborazione con le Guide Ambientali Escursionistiche dell’associazione Wild Trails. Per maggiori informazioni, oltre a visitare la pagina Facebook del Rifugio Isera Orecchiella, è possibile scrivere una email a iseraorecchiella@gmail.com oppure chiamare i numeri 3283197046 (Francesca) o 3336431313 (Davide).

 

 

 Francesca Orsoni

 

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