Sulle tracce del marrone

Cosa accomuna un gelato al cioccolato in una calda sera d’estate e una confortante tazza di cioccolata bollente in una fredda sera d’inverno? Il fatto che siano ambedue di colore marrone.

Caldo e freddo, gusti ambivalenti ma con un’unica radice. Il marrone. Gli uomini inconsapevolmente sono attratti dai colori e dai “non colori” e le ragioni come spesso abbiamo scritto, sono molteplici, ma il marrone tra i tanti, è il re della nostra vita:

Nasciamo dalla terra.

Una leggenda islamica dice che Allah mandò sulla Terra i suoi angeli affinchè prendessero terre di sette colori. La Terra rifiutò di darli, venne allora l’angelo della morte, e solo quando sulla Terra non vi fu più nessuno, alla terra fu concesso il colore marrone.

Allah con questa creò allora Adamo e con lui tutte le razze che presero tutti i colori.

E’ forse, questa la ragione per cui nella scala cromatica di cui si avvalgono gli psicologi per scopi diagnostci, il marrone rappresenta l’approccio positivo verso la madre.

Il colore della Madre Terra quando viene arata; nelle sue zolle c’è il domani, quel seme che protetto dal suo dolce calore, darà nuove gemme in primavera.

Simbolo il marrone, di lentezza, di riposo, del giusto sonno e di Saturno, è anche il legame alle cose durature, dona senso pratico e razionalità, stabilità, calma, così importanti nel superamento delle difficoltà. Marrone! colore confortante, consolante, conciliante.

Le pietre di questo colore, l’onice o l’ossidiana, aiutano tra le altre proprietà, a non disperdere l’energia e quando vi fossero dei blocchi intestinali, poggiate sul ventre, aiuterebbero a sbloccarlo. Non è forse vero che le feci stesse, rifiuti del corpo umano, sono indice della salute del corpo? Mentre gli escrementi degli animali sono concime per la terra.

E’ il colore degli alberi; chiamiamo di color legno i mobili che ci circondano, ma sono di colore marrone, il noce, la quercia, il castagno… sono marroni le ceste che vengono realizzate in autunno con l’intreccio delle cortecce dei suoi alberi quando cadono le foglie e quando sono amputati dei rami affinchè possano nuovamente ingemmare. Sono marroni i frutti che ci regala: “I marroni” le castagne, una volta pane dei poveri, da cui sembra derivi il nome di questo colore, che invitano alla convivialità e alla condivisione di questo cibo davanti ad un fuoco scoppiettante, mentre invece il sughero di alcune piante sarà utilizzato per la realizzazione di presepi intorno a cui si riuniscono le famiglie il giorno di Natale.

Marroni sono i legni delle antiche biblioteche che custodiscono conoscenza, e tramandano le storie della Storia.

Marroni sono tutte le cose che evocano passato, natura e genuinità, e ben lo sanno i commercianti di prodotti vuoi alimentari o di antiquariato che di marrone si circondano.

Marrone è il colore degli addii, della dolce malinconia, dei legami ancestrali.

Marroni sono molti degli strumenti musicali da cui tra tutti, si alzano vibranti e struggenti le note del violino.

Nasce dall’incontro dei tre colori primari ed eredita da loro alcune caratteristiche, come l’energia del rosso, la creatività del giallo e l’equilibrio del blu e come tutti i colori, nasconde il positivo e il negativo.

Nella sua accezione negativa è anche il colore della violenza e della brutalità, proprio la sicurezza arrogante da cui può nascere la prepotenza, poichè chi sceglie questo colore ha un costante bisogno di sentirsi bene con il proprio fisico. Forse, questa la ragione per cui le truppe naziste adottarono il marrone per le loro divise, così contrastante invece con la ricerca continua di armonia, propria di chi indossa abiti marroni di cui si rivestono i monaci.

Nel cristianesimo, simboleggia infatti, penitenza e povertà. E disegni marroni erano sul “panno della fame”, nel Medioevo, i teli bianchi di cui venivano rivestiti gli altari nel periodo quaresimale.

Ma di questo colore poichè assorbono le frequenze di tutte le tinte, sono anche i vetri degli occhiali che proteggono lo sguardo dalla luce acccante del sole.

In pittura, Caravaggio – Vermeer – Rembrandt, compirono veri miracoli con i bruni ed i marroni. De Chirico con il marrone raccontò il silenzio metafisico, Kandinsky lo defini nello “Spirituale dell’arte” il colore della sorvegliatezza e non andate a cercare il suo significato sui dizionari, non lo troverete. Io amo pensare che sia il colore del basso continuo di Bach, profondo e universale, Il suono che come la terra su cui poggiamo i piedi, sottintende ad ogni movimento dandogli stabilità, solidità, continuità.

Nadia Farina

(Nella foto un’stallazione creata da Nadia Farina)

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