Amore e lavoro: un connubio insidioso.

L’amore e il lavoro sono due aspetti fondamentali della nostra vita.  Sono due concetti che si intrecciano e si fondono, poiché l’amore richiede impegno e quindi lavoro e il lavoro necessita di passione, dunque di amore.

Buona parte del nostro tempo lo trascorriamo dedicandolo al lavoro che ci consente, oltre che perseguire una realizzazione personale, di procurarci mezzi finalizzati ad una progettualità relazionale e familiare.

Nei confronti del lavoro possiamo avere atteggiamenti positivi, viverlo con orgoglio e passione e nutrire sentimenti di appagamento e gratificazione, se esso corrisponde alle nostre ambizioni di realizzazione professionale. Se invece siamo in qualche misura costretti ad impegnarci in un lavoro che non risponde pienamente alle nostre aspirazioni, possiamo sviluppare ansia, rimpianto e frustrazione. In ogni caso, sentimenti positivi e negativi possono sempre coesistere: il lavoro può essere soddisfacente ma i ritmi, gli aspetti organizzativi, i rapporti con i colleghi, possono essere causa di stress e di insofferenza.

Riuscire a comprendere e definire con chiarezza i sentimenti nei confronti del lavoro è molto importante poiché gli stati d’animo, generati dalla vita lavorativa, hanno incidenza anche sul partner ed influenzano la relazione di coppia.

Anche opinioni e sentimenti rispetto al lavoro del partner possono essere importanti: stimare il suo operato, supportare le sue fatiche, gratificare i successi e riconoscere le risorse che apporta alla relazione (economiche ed intellettuali), è cosa ben diversa dall’esprimere disapprovazione, svalutare e minimizzare, non mostrare comprensione.

L’insoddisfazione in campo lavorativo e la mancanza di realizzazione professionale possono condurre ad uno stato di apatia generale che destabilizza il partner e mina gli equilibri familiari, se il problema non viene delineato e condiviso.

Lavoro e amore si influenzano reciprocamente e devono sostenersi a vicenda.

Le scelte di lavoro possono essere condizionate dalla relazione di coppia. Per amore si può decidere di cambiare lavoro, trasferire la propria sede lavorativa, modificare o ridurre gli orari; scelte importanti che conducono a cambiamenti altrettanto importanti. Questi cambiamenti possono essere vissuti con fatica, in qualche misura subiti, se non vengono discussi e condivisi. Ma se si tratta di decisioni prese in accordo, si trasformano in una gioiosa progettualità comune che ha come obiettivo il benessere relazionale.

In alcuni casi le coppie possono condividere lo spazio lavorativo. Può trattarsi dello stesso ufficio o di un’attività intrapresa insieme; il confine tra sfera professionale e sfera privata allora si assottiglia, e nascono dinamiche, che si differiscono a seconda del tipo di lavoro e dell’assetto relazionale della coppia.

Condividere il lavoro nella coppia può avere sia vantaggi che svantaggi.

E’ importante tenere ben distinti aspetti della vita privata e della vita lavorativa, tracciando confini tutelanti, per non portare a casa il lavoro ma conservare spazi di intimità, intransitabili dalle questioni lavorative. Cercare di non sviluppare elementi di competitività che possono finire con il logorare la relazione, e al contempo evitare situazioni simbiotiche, tenendo ben presenti le specifiche individualità, lavorative e personali, facilitandone l’espressione attraverso la definizione di regole e la suddivisione di ruoli e responsabilità. E, soprattutto, non dimenticare mai che il lavoro deve rimanere un’area di realizzazione personale ed autonoma.

Condividere il lavoro può rappresentare un’occasione per conoscere l’altro più profondamente, comprendendo meglio le sue risorse e le sue difficoltà, e questo può sviluppare una maggiore empatia nella coppia, migliorando la comprensione e l’accettazione dei diversi punti di vista, le capacità comunicative e collaborative e la gestione dei conflitti, che sono a volte sono inevitabili, ma se affrontati nel rispetto reciproco, possono rendere più affiatati anche nella vita privata.

L’importante è condividere i princìpi ma discutere i dettagli, ed essere in grado di raggiungere la giusta combinazione di qualità che consente di realizzare un buon equilibrio.

Condividere non solo la vita ma anche la professione è un’avventura che può cementare la coppia. Formulare una progettualità comune alimenta l’amore.

E’ una scelta coraggiosa, di due persone che decidono di unire le proprie individualità, per trasformare in fatti la volontà di raggiugere obiettivi comuni.   Un “matrimonio d’impresa”, nella buona e nella cattiva sorte.

 

 

Nunzia Manzo

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *