Le simbologie pasquali

Miti e leggende, fiabe favole e tradizioni si intersecano nella vita di tutti i giorni al di là della nostra stessa consapevolezza, con i riti che toccano particolari eventi. Senza voler ripercorrere le origini di tutto ciò che è comunque parte della nostra storia, ci occupiamo in questo caso, dei simboli della Quaresima e della Pasqua.

Sarà il caso di sottolineare che come quasi tutti i riti che coinvolgono gli eventi cristiani, questi hanno origini antichissime che si perdono nella notte dei tempi e affondano le radici nel mondo pagano degli dei e delle superstizioni e delle somiglianze tra i riti cristiani e quelli pagani, come scrive Simone Weil, si potrebbe parlare come di un antico testamento che avrebbe illuminato e purificato la Rivelazione del Cristo.

La Pasqua viene preceduta da un periodo di quaranta giorni, detto quaresima, un periodo che si estende dal carnevale alla Pasqua. Il termine quaresima deriva dal latino quadragesima e significa quarantesima giornata, ma in italiano è passato a significare l’intero periodo di quaranta giorni in cui si fa penitenza e digiuno. I sacerdoti, durante la Messa, indossano l’abito viola poichè Gesù era stato vestito di viola poichè ridicolizzato come Re dei Giudei – I re, infatti, indossavano abiti di tale colore. E il colore della regalità usato come presa in giro, fu adottato dai cristiani, come simbolo di sofferenza e di penitenza.

Ma come si calcola il giorno in cui deve cadere la Pasqua? Giorno che sul calendario cambia ogni anno. Fin dal 325 d.C. si è deciso che la Pasqua dovesse cadere sempre la domenica successiva alla prima luna piena che si verifica dopo il 20/21 marzo. La Pasqua più precoce è il 22 marzo, la più tardiva il 25 aprile. E si dicono Pasqua bassa o Pasqua alta.

Come ci si prepara alla Pasqua? Con le tradizionali pulizie di Pasqua, che hanno origine dalla Pasqua ebrea che ricorda la fuga in Egitto degli Ebrei, i quali non dovevano lasciare partendo, un solo granello di polvere nè tracce di lievito, un vero e proprio rito di purificazione della casa e del corpo. Un buon uso di derivazione statunitense, delle pulizie di casa, prevede lo svuotamento dei cassetti e il riordino degli armadi, cosa che prelude al cambiamento, anche della propria vita. Un cambiare aria, e non solo in senso metaforico.

Ed ecco alcuni, tra i tanti simboli che troviamo nel periodo pasquale.

Il colore bianco intessuto d’oro, abito dei sacerdoti il giorno di Pasqua, è il colore della solennità che indica il trionfo di Cristo per la Resurrezione.

Il grano che si semina e si fa germogliare insieme alle lenticchie, tenuto all’oscuro fino a quando non adornerà l’altare nei riti del giovedì santo, simboleggia il buio in cui vive il cristiano che troverà la luce solo con la Resurrezione e sarà così emendato dei suoi peccati. E’ simbolo inoltre, dell’Eucaristia. Le lenticchie invece, quando crescono, si intrecciano tra loro ed indicano ecumenismo.

Una delle cose che caratterizza la Pasqua, è l’uovo, simbolo di nascita, di rinascita, di fertilità, tanto che persino ai tempi dei faraoni, gli egiziani deponevano uova di struzzo sulle rive del Nilo affinchè il fiume rendesse più fertili le loro terre. Lo scambio delle uova poi, è prassi antichissima e risale a tempi lontani in cui regalarlo era scambiarsi doni augurali. Artigiani e pasticcieri, nonchè orafi, basti pensare alle uova di Fabergè, il gioielliere della zarina, si sono dati sempre da fare per inventarne di sempre più belli e preziosi. Il mistero della sorpresa, inoltre, che da sempre accompagna l’uovo, è una delle prerogative che l’ hanno poi diffuso e perpetuato nei secoli, dando origine a una infinità di leggende.

La campana: nata in Campania, regione di cui porta il nome, è nata dalla necessità dei pastori di dover segnalare le pecore che si allontanavano. Diffuse dai pastori nomadi in tutta la penisola, nel Medio Oriente e poi in Cina, divennero per la chiesa la voce del Signore e furono issate sui campanili, cosa che faceva sentire il suono fin da lontano, indispensabile per avvisare nei grandi pericoli, per radunare, per incitare. Si tengono legate nel periodo quaresimale, mentre poi a Pasqua, vengono slegate e cantano le lodi del Signore. Numerose tradizioni popolari invitano, in Italia e nel nord Europa, i ragazzi a scorazzare il giorno di Pasqua sui prati , scuotendo campanacci che annunciano l’avvento della primavera e la morte dell’inverno.

La focaccia che si porta in tavola a Pasqua, essendo bassa, ricorda il pane azzimo senza lievito che gli ebrei dovettero velocemente cuocere per portarlo con sè.

La colomba è simbolo della pace perchè lasciata libera da Noè, dopo il diluvio universale, tornò all’arca portando nel becco un ramoscello d’ulivo. Segno che la collera del Signore era terminata.

L’Ulivo: Il sacerdote lega il significato dell’ulivo alla figura di Cristo che in greco significa Unto. Ed è in questi giorni che il sacerdote benedice l’olio, che servirà come segno di rinascita e morte, per il Crisma battesimale e l’unzione degli infermi .

Ed infine, la Palma: La Palma, che oltre ad indicare l’anno solare perchè getta una foglia al mese, ricorda che Gesù fu accolto in Gerusalemme con rami di palma e di ulivo per avere fatto risorgere Lazzaro, quindi la vittoria della vita sulla morte. A cominciare dagli egizi, che deponevano rami di palma sui sarcofagi e sulle mummie per restituire il colore della vita ai morti, continuando con i greci per finire ai romani, la palma era simbolo di vittoria. Per i cristiani è il segno della vittoria conseguita sul peccato. Molti santi sono effigiati con la palma in mano, simbolo del martirio ed è curioso che Palma in greco si dice Poenix che è poi, anche il nome della fenice, figura mitologica a forma di airone che rinasce dopo tre giorni dalle sue ceneri. Diventa così anche il simbolo di Gesù risorto. Ma poenix è anche definito il colore rosso purpureo. Nell’arte cristiana tradizionale, il rosso era anche il colore del sangue sacrificale di Cristo e dei martiri- Senza dimenticare Il significato giudaico cristiano della palma che deriva da un passo dei salmi (92-13) “il giusto fiorisce come palma.

Chiudiamo questo necessariamente incompleto elenco, con la spiga, il cereale che per tutto l’inverno sarà sotterrato per rinascere in primavera e che regala il chicco di grano, simbolo di rinascita e di speranza.

Nadia Farina.

 

(Nella Foto -La palma- Opera di Nadia Farina)

 

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