Follia…

Follia: demenza, perdita delle facoltà psichiche.

 Essere folli… beh, vista la definizione della parola, meglio soprassedere, giusto?

Giornali e tv parlano fin troppo spesso di gesti inspiegabili dettati da una mente che ha smesso di ragionare all’improvviso. O forse non l’ha mai fatto…

Vediamo questo sentimento sotto un’altra prospettiva, almeno per un momento.

La follia può essere quel pizzico di sale aggiunto alla vita che ci fa compiere quel passo in più, ci fa dire quella parola, ci fa ritrovare quel sorriso…

Un esempio? Una dichiarazione d’amore che pensavamo non avremmo mai fatto. E ora, ripensando a quel momento, sorridiamo, mentre vediamo il nostro amore che dorme accanto a noi.

Magari abbiamo preso una decisione sul lavoro che ci ha innalzato sugli scudi, una semplice idea che ci ha colorato, sgretolando quella patina grigia che ci faceva assomigliare a tutti gli altri, garantendoci un tranquillo (e nocivo) anonimato.

Decidere di scrivere una canzone, un libro, improvvisare una melodia con la chitarra, con il piano, con la voce…

L’Arte stessa è follia, ne parlano i libri di storia e i vari aneddoti che si sentono alla televisione o sul web.

Genio e follia, due poli talmente opposti da sfiorarsi di continuo.

Non sono due rette parallele che si vedono e non s’incrociano mai, in questo caso magari non si vedono ma continuano ad abbracciarsi e a lasciarsi, come due amanti mai sazi di questo gioco.

Essere folli è un’unica via che però può apparire differente agli occhi di chi guarda: potremmo sembrare pazzi (sul serio), geniali, coraggiosi, intraprendenti, incoscienti…

E questo dovrebbe fermarci?

Pensateci: tante volte la felicità è dietro l’angolo.

E dovremmo temere il giudizio della gente e perdere qualcosa di bello che può cambiarci la vita?

Io dico di no. E voi?

 

Roberto Baldini

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