Sulle tracce del rosso

Ad ogni colore la sua storia, perchè di storia si parla quando si esamina un colore. Spesso è la storia stessa dell’uomo.

Prendiamo ad esempio il ROSSO, una tinta che evoca energia, ardori, passioni, amore e in antitesi, odio e violenza. E ‘ un colore che colpisce la retina dell’occhio con velocità tale da arrivare per primo al cervello, se infatti mettiamo due oggetti identici uno rosso e l’altro blu davanti ai nostri occhi, l’oggetto blu ci apparirà più lontano e più piccolo.

Il sangue che scorre nelle vene è rosso e fa diventare questo colore, simbolo della vita stessa. Colpisce lo sguardo e trafigge la mente facendo scorrere più velocemente il sangue nel suo percorso fino ad arrivare al cuore e fa arrossire, quando arriva alla testa, per rabbia o per vergogna.

E’ il più antico dei colori , anche se l’indaco tenta di togliergli il primato. L’uomo preistorico tramandava la storia con il rosso, sulle pareti delle grotte e per dipingere i volti dei morti al fine di restituire il soffio della vita. Rivestiva inoltre i sepolcri con rami di palma, e Palma, è parola che in greco si traduce con “rosso”, per indicare la vittoria della vita sulla morte e, non a caso, Gesù fu accolto a Gerusalemme tra rami di palma dopo avere resuscitato Lazzaro. Ma con rosso si traduce anche Fenice –Phoenix, il mitico uccello che rinasce dalle sue ceneri.

E’ il colore che nasce quando nel cielo esplode il disco fiammeggiante del sole che annuncia la notte. E’ perciò il colore della trasgressione, del peccato, della intimità. Ma per la strana ambivalenza dei colori, è anche il colore che indica l’arresto del movimento . “Alt “Stop “Basta” sono le parole che lo accompagnano nei segnali di pericolo o di divieto. Non dimentichiamo la proprietà di arrivare per primo all’occhio.

Il rosso quando è estratto dall’erba, viene chiamato robbia, dalla cocciniglia e si chiama carminio, ma è anche l’iberico minio, l’orientale cinabro, il più vicino magenta, lo scuro granato, il vivace e prezioso scarlatto. Senza il rosso i pittori non avrebbero potuto dipingere le sconvolgenti sensazioni o esprimere l’intensità della bellezza.

E’ inoltre il colore dei paramenti sacri per la cerimonia funebre alla morte di un papa (Papa luget in rubro – Il papa piange in rosso).

Tanto altro sarebbe da dire su questo colore dagli infiniti risvolti, per il momento basti ricordare che viviamo grazie al sangue, rosso, che irrora il cuore donando la vita. Ed è una grande responsabilità.

Nadia Farina

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