L’amore non ha età, il pregiudizio pure.

La differenza di età tra partner è una questione umana  da sempre molto discussa.  Vecchi cliché vogliono l’uomo più grande della donna, con una differenza di età che si aggiri entro la decina d’anni. In questo caso la differenza viene considerata quasi “fisiologica”. Grazie alla credenza comune che il processo di maturazione dell’uomo avvenga più lentamente rispetto a quello della donna, una relazione tra due partner con questo arco di tempo di disparità sembrerebbe essere garanzia, o quanto meno premessa, di un buon equilibrio in questo senso.  Quando la differenza di età supera di parecchio i dieci anni, comincia a perdere queste caratteristiche, e vengono ravvisati in essa aspetti sintomatici. Se un uomo si accompagna a una donna più giovane di oltre un decennio, si è portati a pensare che si tratti, con molta probabilità, di un uomo crisi. Schiacciato dal peso degli impegni e assalito dall’angoscia dell’invecchiamento, si guarda allo specchio, vede sfuggire i segni di baldanza e giovinezza, e vuole fermare il tempo. Comincia a frequentare palestre per tenersi (o tornare) in forma, prende a vestirsi in modo giovanile, magari tenta il ricorso all’estetica e alla chirurgia. Ma questi escamotage non bastano. Introdurre nella propria vita qualche tocco di leggerezza, assumere abitudini di vita tipiche delle generazioni più giovani, non si rivela sufficiente ad innescare un processo di ringiovanimento. Pare che nulla, come una fidanzata giovane, possa ringalluzzire un uomo facendolo sentire eterno ragazzino, ed ecco quindi che egli ricercherà, in un rapporto con una giovane donna, l’elisir di lunga vita.

Avendo oltrepassato i “margini fisiologici” della differenza di età, questa coppia viene guardata con sospetto, criticata, e nonostante si tratti di un tipo di relazione ricercato prevalentemente dagli uomini, crea un pregiudizio nei confronti della donna, che, secondo uno stereotipo non sempre corrispondente alla realtà, non potendo minimamente avere scelto un uomo più anziano per amore, in quanto non in grado di soddisfare i suoi bisogni sessuali o le sue aspettative relazionali, lo avrà scelto senza ombra di dubbio per motivi di convenienza, il più delle volte di tipo economico.

Oggi accade sempre più spesso, però, di trovare coppie in cui ad avere un’età più matura, a volte anche di parecchio, sia la donna. Come mai? Anche le donne hanno paura di invecchiare? Sicuramente! Ma le donne sono, generalmente, più coraggiose di fronte al tempo che passa. Anche se sul piano estetico possono presentare più evidenti segni di invecchiamento, in loro prevale un atteggiamento positivo, focalizzato sui frutti delle esperienze di vita, sul valore della consapevolezza e della saggezza che il tempo ha portato. Le donne mature acquistano maggiore determinazione e sicurezza, diventando per questo particolarmente affascinanti, soprattutto per gli uomini più giovani, evidentemente sprovvisti di queste risorse. E poiché anche le donne hanno voglia di freschezza e di novità, di frequentare mondi e ambienti generazionali diversi che le facciano sentire ancora belle e sexy, rivolgono le loro attenzioni a partner più giovani.

Coppie in cui è la donna ad essere più grande dell’uomo, sono anch’esse oggetto di critiche. Si ritiene generalmente, per il giovane uomo che ricerca la relazione con una donna più matura, che esso sia spinto da motivi di interesse, mentre rispetto alla donna più “anziana”, è considerazione ricorrente che si tratti di donne frivole, irresponsabili, interessate soprattutto ai piaceri del sesso.

Pur trattandosi di vecchi cliché, i pregiudizi sono duri a cadere, persino di fronte ad evidenti insensatezze. Oggi, grazie ai social e alla tecnologia, le classi generazionali si sono ravvicinate. Generazioni diverse hanno più cose in comune, stili di vita più simili e maggiore interazione sociale. Estetica e chirurgia sono ormai in grado di mantenere giovani e affascinanti visi e corpi, a dispetto dell’età, e la sfrenata cura per l’apparire rende tutti più propensi ad attività sportive e preoccupati di contrastare l’invecchiamento. I farmaci riescono a preservare una buona sessualità anche in età avanzata e garantire il prolungamento delle gioie del sesso. Inoltre non sempre età anagrafica ed età biologica coincidono, a volte persone giovani possono risultare mature e intraprendenti, mentre persone adulte possono comportarsi in maniera adolescenziale. L’età anagrafica ci ricorda da quanti anni siamo al mondo, ma quella biologica ci dice in che modo stiamo al mondo, rivela le nostre condizioni morfologiche e funzionali, che dipendono da questioni di genetica ma anche da caratteristiche relative all’ambiente in cui viviamo e allo stile di vita che abbiamo adottato. Indipendentemente dall’età anagrafica, è molto più importante che in una coppia coincidano proprio questi aspetti, che i partner abbiano raggiunto più o meno lo stesso grado di maturità, che abbiano caratteristiche di personalità compatibili, principi, valori ed interessi comuni. La differenza di età, piuttosto che rappresentare un limite da superare, può essere una risorsa. I partner, influenzandosi reciprocamente, finiscono con il trasmettere e trasferire, ciascuno, parte di sé all’altro, e questa differenza può essere una buona opportunità per conciliare saggezza e maturità con intraprendenza e brio giovanile. Questo principio si estende naturalmente a qualunque tipo di differenza.   A prescindere da età, sesso, appartenenza razziale, religione, le unioni hanno criteri di funzionalità che soltanto i pregiudizi possono rendere invisibili.

Non vedremo mai l’essenza delle cose fin che le guarderemo attraverso filtri così spessi.

 

Nunzia Manzo

 

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