Cosa vuoi fare da grande?

Cosa vuoi fare da grande?

Eh, chissà quante volte vi è stata posta questa domanda. Fin dai tempi delle elementari. Facciamo anche dall’asilo, va…

Chiaramente la nostra risposta era un incrocio tra pilota di formula uno e un calciatore o tra un astronauta e Indiana Jones.

Poi gli anni si sono accavallati, di acqua sotto i ponti ne è passata e… siamo arrivati alla soglia degli anta.

Ora, io che sto scrivendo non mi chiamo Fernando Alonso, non sono stato sulla luna, salvo quando ascolto i Pink Floyd e ne esploro il lato oscuro, e per quel che riguarda Indiana Jones… mi sento tale solo quando metto in ordine il garage.

Cosa siamo diventati, quindi? Quale posto avremmo potuto occupare, nel panorama mondiale?

Il nuovo Marchionne? L’erede di Steve Jobs? Magari un altro Maradona

Ma soprattutto, domanda molto più importante, come stiamo agendo NOI maturi (o presunti tali) verso le nuove leve, la nuova generazione?

Li stiamo spronando a essere ciò che naturalmente devono diventare o li stiamo semplicemente affossando, additandoli come sfigati solo perchè non capiamo i loro gusti, le loro pettinature, le loro necessità?

Che, tra l’altro, è una storia già vista…

Ogni tanto mi piace farmi del male e rileggo le mie pagelle scolastiche. Roba da rabbrividire, potete credermi.

“Il ragazzo sta attento in classe ma non si applica, potrebbe fare di più…”

L’avete già sentita, eh?

“Si consiglia una scuola professionale.”

Ottimo consiglio, per uno che ha pubblicato quattro libri e una decina abbondante di racconti in svariate antologie…

Forse sono un falegname mancato, uno di quelli che non capisce una sega, o un idraulico che non capisce un tubo…

Colpa loro che non mi hanno capito o sono io che non ho saputo dimostrare il mio valore, non ho saputo vendermi?

La verità, come sempre, starà nel mezzo, no?

Qualche tempo fa ho(ri)guardato Dune del Maestro Lynch.

Un film magnifico, un libro che è storia e un insegnamento importante: il dormiente deve svegliarsi.

Se Paul si fosse adagiato sugli allori forse Dune sarebbe rimasto lo stesso pianeta di sempre, Fremen o meno.

Lui ha preso in mano la sua vita e il suo destino e ha deciso d’intraprendere la strada tortuosa, quella che l’avrebbe portato quasi sicuramene alla morte. O a una nuova vita.

Se vuoi il massimo devi essere pronto a pagare il massimo.

Non esiste imprenditore che non abbia rischiato tutto ciò che aveva faticosamente guadagnato.

Per guadagnare di più? No, per divenire ciò che doveva…

E noi? Stiamo davvero facendo di tutto per ritrovarci sugli scudi?

O costeggiamo il bordo della piscina perché il mare aperto ci fa paura?

Sarà un caso che Dune è stata la mia prima recensione?

Un’occasione capitata per caso, proprio a me, che non pensavo di saper descrivere o comunque raccontare una storia.

E sono passate centinaia di recensioni, sotto il famigerato ponte…

Volete sapere una cosa? Sono ancora convinto che dovrei fare di più.

E lo sto facendo.

E voi?

 

Roberto Baldini

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