Siamo giornalisti o giornalai?

La cultura della superstizione dietro la bufala (tutta napoletana) della Terra dei Fuochi” scrive “Il Foglio” il 25 maggio 2017. Nel sottotitolo si legge: “Napoli, uno dei capisaldi della bufala della Terra dei Fuochi (fatui) è stato smontato in quanto è stato scientificamente provato che non c’è alcuna “epidemia” di tumori infantili, come “Il Foglio” aveva già avuto modo di anticipare ecc. ecc…” , scrive il Quotidiano fondato da Giuliano Ferrara e attualmente diretto da Claudio Cerasa.

“Un generale nel governo M5s: è suo il flop Terra dei Fuochi” scrive invece “Il Giornale” del 26 febbraio 2018, mentre nel sottotitolo si legge: “I grillini arruolano Costa come ministro dell’ambiente. Ma l’inchiesta sui disastri ambientali è una Fake news”.

“La Terra dei Fuochi è una bufala”, scrive “Il Tempo” il 22 luglio 2018 e poi snocciola quelli che a suo avviso sarebbero i dati scientifici sull’inquinamento (che il Quotidiano asserisce non esserci) nell’area campana.

Proprio in quei giorni in cui nei bar, nelle case private, ai ristoranti veniva letto quest’ultimo articolo, nella Terra dei Fuochi si sono verificati tre tra i roghi velenosi più devastanti che questa martoriata terra abbia mai potuto subire negli ultimi trent’anni. L’ultimo in ordine cronologico, quello di Pascarola, una frazione di Caivano, nella provincia Nord di Napoli. Il giorno dopo, cioè il 26 luglio scorso, l’Azienda Sanitaria Locale Napoli Nord, attraverso un documento formale, invita i Sindaci di Caivano, Cardito, Crispano, Afragola, Frattamaggiore, Acerra, Marcianise, Orta di Terra, di avvertire i cittadini che per motivi urgenti e legati alla salute pubblica, sono tenuti a:

1) Non uscire se non strettamente necessario.

2) Tenere le finestre rigorosamente chiuse.

3) Comunicare ai responsabili ortofrutticoli di avvisare la gentile clientela di lavare accuratamente frutta e verdura.

4) Evitare a tutti i costi l’esposizione alle sostanze aeree disperse durante il rogo.

Naturalmente è inutile sottolineare il fatto che, seppur non è ancora stato reso ufficiale, dalle immagini delle telecamere poste sullo stoccaggio dei rifiuti andati in fiamme si evince  che l’incendio è stato indotto e alimentato in modo doloso.   In considerazione del mio ruolo, non posso certo augurare quello che meriterebbero quei giornalai, pardon, giornalisti, che fanno passare per Fake news il terribile  dramma umanitario legato alla Terra dei Fuochi ridicolizzando  chi combatte le ecomafie e un sistema politico corrotto,  posso però suggerire loro di visitare i cimiteri e gli ospedali di quel territorio, così potranno rendersi conto che nella Terra dei Fuochi le aspettative di vita calano notevolmente, che “la malattia” (come la chiamano da quelle parti) e la morte, lì, sono presenti più che altrove o quanto meno arrivano in età inferiore rispetto alla media nazionale. Per capirlo non sono necessari studi approfonditi o avere competenze specifiche, ma è sufficiente fare un semplice giro nei policlinici e sbirciare in qualche cimitero. Dopodiché, chissà se una maggiore consapevolezza della piaga sociale, ambientale e sanitaria che affligge queste terre possa indurre la coscienziosità professionale di codesti reporter  a ritrattare quegli articoli che, per ironia della sorte, sono loro ad essere delle vere e inconfutabili Fake news.

 

 

Antimo Pappadia

 

 

 

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