Improbabile conversazione con gli E.T.

E’ arrivata nel mio giardino, come in un vecchio film in bianco e nero.

La navicella spaziale si è posata tra le ortensie ed i lillà. Le illumina con una luce accecante che presto si spegne. Si apre un portellone da cui spuntano alcuni gradini. Illuminate in controluce scendono due figure che non posso ancora definire. Il contorno è simile al mio di essere umano. Allora corro ad accendere il lampione nascosto tra l’edera eil caprifoglio per poter guardare meglio.

Due figure alte, armoniose, stranamente colorate in un corpo che va dal rosso dei piedi al viola della testa, come arcobaleni viventi, mi guardano con quella che potrei dire curiosità. Mi vengono vicino, mi toccano ed io sono fermo, impalato, senza forza nè coraggio di muovermi.

Aprono la bocca. Hanno la bocca! E parlano…

–              Posso guardarti dietro?-

–              Come mai io capisco quello che dite?

–              Abbiamo un traduttore spaziale

–              Un traduttore spaziale… esiste?

–              Sì! esiste, ma vuoi rispondere? Possiamo guardarti dietro?

Mi giro e mi mostro al loro sguardo

–              Ma allora tu hai un volume!

–              Non riesco a comprendere bene cosa volete dire…

–              Se ti poni di fronte a me, io non vedo altro che quello che ho davanti agli occhi, non posso sapere ciò che non vedo, perchè anche noi, abbiamo occhi per guardare… Noi… pensavamo che i terrestri fossero delle figure piatte, mica potevamo sapere che quello che guardiamo può essere visto da più lati! E voi terrestri avete più lati…

–              Credo …come voi! Anche voi avete un volume? – supero ogni remora – Giratevi! – si voltano e vedo un corpo colorato in bianco e nero. I colori sono spariti.

–              Avete un volume anche voi, ma come mai il vostro corpo è diviso a metà? Dove cominciano e dove finiscono i colori? E perchè?

–              Perchè i colori che mostriamo sono quelli che ci rappresentano, quelli da cui prendiamo la forza per sopravvivere, per difenderci, per regalarci agli altri, per farci comprendere. Usiamo i colori per comunicare energia, sensazioni, emozioni e accendiamo la luce di un colore del nostro corpo in sintonia con chi ci sta di fronte.

Si accende intanto una luce arancione. Nei miei ricordi è il colore dell’amicizia, della positività.

–              Questo posso capirlo, ma quando siete in tanti? Accendete tutte le luci? Ciascuno di voi, avrà indubbiamente delle sensazioni diverse. E allora come la mettiamo con la comunicazione? E questo non fa di voi dei camaleonti ?

–              Cosa è un camaleonte?

–              Un animale terrestre che si trasforma per uniformarsi al contesto in cui si trova. Cambia pelle per nascondersi, per difendersi, ma anche per mostrare le sue percezioni. Ma torniamo ai vostri colori, come la mettiamo con il bianco e il nero?

–              … il bianco e il nero siamo noi nel nostro intimo. E poichè non abbiamo imparato a nasconderlo, lo abbiamo nel nostro corpo in forma visibile, ma non a tutti. Solo a quelli che ci guardano anche dietro. Noi sorvegliamo il mondo con le nostre telecamere spaziali e guardiamo la vita su tutti i pianeti, ma è difficile trovarne uno come il vostro.

–              Vuoi dire che noi, che non abbiamo colori all’esterno di noi, riusciamo a mostrarci diversi da quello che siamo?

–              Credo che nella vostra lingua significhi proprio questo. Siamo venuti sulla terra per imparare da voi.

–              Ma noi usiamo le parole! Perchè non lo fate anche voi?

–              Perchè le parole possono confondere, essere incomprese, travisate…

–              Ma con me state parlando…

–              Ma voi non avete i colori…

–              Li abbiamo dentro di noi! Un grande Santo, un grande uomo che non potete conoscere, Sant’Agostino…

–              Lo conosciamo… ti abbiamo detto che vi guardiamo dallo spazio… –( Ma non conoscono il camaleonte! )

–              Meglio così… Sant’Agostino dunque, diceva che “ Nell’interno dell’uomo abita la verità” Sarà per questo che non siamo colorati all’esterno? Aveva già capito tutto ?

Alla fine, anche voi potreste accendere una luce che non corrisponde al vostro interlocutore.. per diplomazia, per debolezza, per timore, per ipocrisia…

–              E’ impossibile, non siamo noi a governare il nostro corpo, ma è la Mente Superiore che assorbe il carattere di chi ci sta di fronte e agisce di conseguenza. Noi non comandiamo nessuna luce …

–              Ma è terribile, io ero convinto che gli extraterrestri fossero più evoluti, più liberi di noi, invece siete prigionieri. Eppure siete venuti nel mio giardino …

–              Siamo fuggiti camminando come i gamberi, senza mai mostrare il l nostro corpo in bianco e nero, i nostri più segreti pensieri. la nostra intimità.

–              Come posso aiutarvi? Ricordandovi forse, una frase che Paracelso, un grande alchimista sulla terra e capace di vedere le cose del mondo, scriveva nei suoi diari “Non sia schiavo altrui chi può essere signore di se stesso”

 

Era stata quella frase a sconvolgere le due figure? Non lo saprò mai, ma se ne andarono senza parlare e quando la navicella partì, sul prato del mio giardino, erano rimaste due ombre che si prendevano per mano, una… con i colori dell’iride, ed una… in bianco e nero…

 

 

Nadia Farina

 

 

 

 

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