L’arte la intervisto io

E’ difficile, quasi impossibile incontrare l’arte. Chiedo a destra e a manca e ciascuno, interrogato, me la descrive a modo suo, ma finalmente, la trovo. Si è nascosta tra le pieghe di un lenzuolo  in cui, i sogni di un artista, si erano rifugiati prima di essere portati via dal vento del risveglio.

  • Non scappare, ti prego, ho bisogno di sapere di te. Cosa ci fai, insieme ai sogni?
  • Se gli artisti non sognassero io non potrei esistere… detto questo, cosa vuoi sapere?
  • Che cosa sei? Da cosa nasci?
  • Sono un atto di coraggio e di incoscienza insieme. Chi mi sceglie, pensa di essere il mio padrone, invece diventa schiavo di se stesso anche se apparentemente libero nel mondo.
  • Cosa consegni all’artista?
  • La possibilità di esplorare il mondo visibile ed invisibile, nelle linee, nelle tinte degradanti, nelle velate sfumature, nelle pieghe del passato, nelle speranze del futuro, utilizzando tele e colori, ceramica o vetro, legno o metallo.
  • Pensi di essere di aiuto al vivere quotidiano?
  • Solo se riesci a miscelarmi.
  • Miscelarti?
  • Mi spiego meglio. E qui parlo di me necessariamente in terza persona. – diventa molto seria- Mescolare, dicevo, unire, alternare l’Arte al quotidiano, salva il quotidiano dell’artista dai pericoli dell’arte che, come fata Morgana, cerca di trascinarlo lontano, rischiando spesso di fargli dimenticare la realtà ed invece il quotidiano, lo aiuta a rimanere serenamente in equilibrio.
  • E per chi non è artista, per una casalinga, un impiegato, un professionista, un operaio?
  • -L’artista lavora per tutti coloro che non si occupano d’arte realizzando mobili, case, ed ogni oggetto di uso comune, rendendolo più pratico e confortevole, più bello.
  • Come deve essere ciò che nasce in nome tuo?
  • Libero, sincero, deve moltiplicare il pensiero creando un’altra immagine, un’altra storia, nella mente e nell’anima di chi guarda. Deve rivendicare i concetti di bravura bellezza e verità e non appartiene nè all’uomo nè alla donna. Forse, è per questo che la parola artista, senza articolo, non identifica il sesso.
  • Ti sarà giunta voce immagino, che tanti, troppi, si sentono artisti, pur non avendo un vero  talento
  • Purtroppo non sempre il talento del pensiero corrisponde al talento della mano, ma vanno comunque difesi tutti coloro che sono capaci di guardare oltre.

Adesso te la dico io una cosa. Lo sai che mi hanno dato per morta? Pensa che mi hanno fatto anche il funerale. Di me tanti non sapevano nulla o quasi, non sapevano neanche dove e quando fossi nata; ciononostante ognuno si è sentito in diritto di dire di me pregi e difetti, ognuno ha scritto e parlato di me, ma nessuno sapeva e sa con certezza che cosa io sia.

Chilometri di carta erano lì a testimoniare la mia presenza, ciò indicava che ero vissuta così come adesso dicevano che ero morta e tutti intorno a farmi il funerale.

Hanno deposto ai piedi della mia bara rivestita delle ombre colorate degli impressionisti, di linee essenziali delle avanguardie, di luci tonali e di colori intonati, poggiata su di un catafalco di simboli e concetti, e poi mi hanno sommerso con grandi fasci di fiori dipinti e altri dipinti ancora, che chiamavano fiori in nome mio. . .

Intorno tanta malinconia, e mescolati ai detriti, mattoni nuovi e tante gru sostenute dal pensiero della ricostruzione, perché ero morta, io, l’Arte, sotto il terremoto delle nuove idee delle nuove coscienze.

Ma credi sia davvero così? –e qui la voce si incrina per dolore o per rabbia- Se ho avuto tanti figli che si chiamano artisti, è impossibile che fossi veramente morta, così come non muore veramente mai chi ha generato sogni.

Sì sono una madre generosa – e quì la voce diventa potente – perchè ho generato molti figli che si chiamano artisti e alla fine, cosa chiedo? Solo sincerità di intenti, onestà intellettuale.

  • Ma quanti critici o presunti tali, scrivono di te esaltando o distruggendo solo per scopi che nulla hanno a che fare con te?
  • Io mi sento come un prato seminato e da seminare sempre e non sono un campo di battaglia. Sono invece come un campo coltivato dove non tutti i semi si aprono alla luce e dove nascono invece, piante secolari. La capacità di creare non sempre purtroppo, risponde ad un risultato pratico. Poco importa se chi opera in mio nome sia importante o sconosciuto ,se riesca ad emergere e se invece, pur dotato di grande talento, sia per fortune contrarie, costretto nell’ombra, perchè l’artista, quello vero, sente già di essere un privilegiato e ben si tiene lontano da giudizi pilotati o disonesti.
  • Cosa possiamo fare per te, noi, semplici fruitori?
  • Rispettatemi come se fossi un bambino innocente, solo così l’uomo potrà farmi tornare in vita ogni volta che mi daranno per morta, solo così potrò avere onore e dignità.  L’Arte si allontana e lascia il suo saluto sul lenzuolo:
  • Tace la luce quando l’ombra la copre e si esalta quando l’ombra la disegna.

 

Nadia Farina

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