Coopselios: bilancio molto positivo, eppure…

Lo scorso 22 giugno a Reggio Emilia, presso il Centro Sociale Loris Malaguzzi, si è tenuta l’annuale assemblea generale dei soci Coopselios. Nel 2017 il bilancio, del resto come in tutti gli anni precedenti, è stato positivo. Il valore della produzione è aumentato di oltre 3 milioni di euro, mentre l’utile di esercizio ha visto un attivo di 2,5 milioni di euro, un consuntivo che segue la scia degli anni precedenti. Il patrimonio netto è di circa 38 milioni di euro e i lavoratori in forza alla più grande cooperativa sociale d’Italia attualmente sono 3.187, di cui quasi i due terzi sono soci.

Tutto perfetto dunque? Non proprio!

Molti soci hanno delle perplessità! Alcuni di questi, giunti da diverse regioni del nord Italia e non solo, erano intenzionati a formulare quelle domande che in altre occasioni non era stato permesso loro di fare, oppure non avevano semplicemente ottenuto risposta.

La sera del 22 giugno scorso, al termine dei monologhi interpretati dalle varie figure di rilievo presenti di Coopselios, Confocooperative e Legacoop, tutti con diritto di parola, sì è passati direttamente alla premiazione, lasciando spiazzati tutti quei soci che avrebbero voluto, a buon diritto, formulare domande inerenti.

www.lintelligente.it ha raccolto alcuni di questi quesiti e li ha riproposti qui di seguito:

1) La domanda più frequente riguarda il contratto da diversi anni scaduto. Nemmeno una parola è stata spesa in merito. Un contratto insabbiato dal  2012 dove le promesse di rinnovo sono sempre state disattese e questo senza considerare il fatto che negli ultimi due rinnovi, non è mai stata tenuta presente L’UNA TANTUM DEGLI ARRETRATI, così come si concorda sempre e per altra categoria professionale. Perché Coopeselios, che giuridicamente parlando è una cooperativa sociale, non ha anteposto i soci al capitale (tra l’altro come gli obbligherebbe lo statuto cooperativo), sopperendo seppur solo parzialmente ma in modo concreto, alle migliaia di euro che ogni socio in questi anni ha perso a causa del mancato rinnovo contrattuale?

2) Un’altra domanda interessante riguarda i part-time, molti dei quali, almeno stando ai soci intervistati, sarebbero obbligati e non scelti liberamente. Nel senso che spesso, all’interno della cooperativa, vengono inseriti nuovi lavoratori senza però dare la possibilità ai soci assunti da anni (a volte da decenni) di ottenere il full time che gli consentirebbe uno stipendio dignitoso.

3) Altri soci invece si domandano: che necessità ha una cooperativa sociale di crescere esponenzialmente se poi la maggioranza dei soci, cioè quelli che lavorano sul campo, devono sempre risparmiare e tirare la cinghia? Quindici anni fa, -continua F. P.- la cooperativa faceva il 10% di fatturato rispetto ad oggi, eppure l’unica cosa che è cambiata per la sottoscritta è che, con la scusa della crisi, mi viene sempre chiesto di più senza nulla offrirmi in cambio.

4) N.E. invece affronta questo tema da una prospettiva etica e chiede: ma cosa unisce i discorsi fatti in questa sede sulla finanza, le centinaia di milioni di euro che girano, con l’etica e le finalità sociali di una cooperativa? Ma come può un’organizzazione fondata sulla solidarietà sociale, realizzare questo fine se in un’assemblea  un socio non può neppure fare una domanda?

Nessuna organizzazione economica potrà mai essere perfetta, ma il dovere d’informazione ci obbliga a dar voce a quella minoranza di persone che non si sa perché nessuno ha voluto dar voce.

www.lintelligente.it è un quindicinale apolitico e solidale, finalizzato a diffondere l’interesse per la cultura in tutte le sue espressioni e tra i suoi obiettivi si prefigge quello a dar voce a tutti coloro i quali lo richiedessero indipendentemente dalle ideologie, dal colore della pelle o dalla provenienza geografica: pertanto, se qualcuno volesse replicare a queste domande, noi saremmo ben lieti di offrire loro spazio, tempo e considerazione adeguati.

 

 

La redazione

 

 

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