Una rossa cabina inglese

Sono a Londra, sotto casa di Sherlock Holmes al 221/B in Baker Street. Poco distante una rossa cabina telefonica con le vetrate in stile vittoriano, simbolo di una Londra d’altri tempi.

Sono appena uscita dal museo che la città gli ha dedicato e che dista qualche palazzo dalla sua abitazione, ancora immersa tra realtà e fantasia dei suoi racconti fantasticamente gialli, dove il rigore scientifico si accompagna al grande e inimitabile intuito del famoso ormai leggendario investigatore.

L’atmosfera è nebbiosa, manco a dirlo, le forme si confondono e c’è intorno un’aria di sospensione. Sbaglio o chi mi passa accanto è il dottor Who?

Sono in pochi a ricordarlo e per tanti è sconosciuto, ma Who è un extraterrestre cacciato dal suo pianeta Gallifrey, per avere impedito la distruzione della terra. Viaggia nel tempo con “Tardis,” una macchina con cui interagisce, che dicono senziente, dotata cioè di sensi e di sensibilità e a bordo della quale, solitamente in compagnia di una donna, combatte ogni tipo di nemico, difende e salva il mondo, in particolare la terra.

Tardis è apparentemente una cabina telefonica ed io, che mi sono trovata tra le mani la lunga sciarpa di Who, gli chiedo se posso entrare con lui. Ho bisogno di notizie sulla cabina rossa. Mi guarda stralunato e poi mi risponde

– Se mi aiuti a salvare il mondo, ti faccio parlare con Tardis, lei ti potrà dare tutte le notizie che vuoi!

Non so come potrò aiutarlo a salvare il mondo ma accetto di buon grado. Tardis non aspetta la mia risposta e attraverso i luccichii del tavolo di comando:

  • Guarda che stai sbagliando, questa, E’ una cabina inglese, ma è blu, ed è della polizia, di quando ancora non esistevano le radio. Tu cosa vuoi?

Veramente io volevo notizie della cabina rossa, quella famosa, quella che fotografano tutti i turisti. Sai quando è nata?

  • La risposta è semplice per me che so tutto

Leggermente presuntuosa, scusa sai,

  • Ma tu non sai che i Tardis venivano addirittura allevati, io sono l’ultimo superstite, per viaggiare nel tempo e nello spazio, attraverso il vortice temporale, per forza devo conoscere tutto!

E allora, mi dici come è nata e a chi è venuta l’idea di costruire la cabina rossa?

  • La prima è nata nel 1920 e non era rossa, non è piaciuta per nulla agli inglesi e così tra un progetto ed un concorso, vinto dall’architetto Scott, e dopo vari cambiamenti, in ghisa, rossa, ma troppo pesante e costosa- in calcestruzzo, di colore crema con bande rosse – sempre rossa ma più piccola e leggera delle attuali, alla fine degli anni 30, nacque quella che ancora oggi si vede in tutto il Regno Unito. Piacque talmente che ne furono installate 20.000 ed anche in tutti i territori del Commonwealth a testimonianza della grandezza dell’impero Britannico, c’erano cabine telefoniche rosse. Dal sud Africa all’Australia, in India….

 

Come mai il colore rosso?

  • Semplice, dovevano essere viste da lontano e spiccare nella nebbia. Dovevano avere un segno distintivo e cosa meglio del colore rosso?

 

Ma è vero che all’interno erano ricoperte di volantini pubblicitari, biglietti, foto osè, insomma servivano anche agli appuntamenti hard?

 

  • E’ ‘verissimo e anche se il numero delle cabine è notevolmente cambiato, ne sono rimaste solo 2000, non è poi così diverso il loro utilizzo per un certo tipo di informazioni. Ma era bello servirsene anche come luogo d’appuntamento romantico dove il rosso del metallo contrastava piacevolmente con il bianco delle case vittoriane e con le cancellate da cui fuoriuscivano fiori multicolori e cespugli sempreverdi.… E gli stranieri ? farsi fotografare davanti o dentro una cabina telefonica rossa era il modo di testimoniare una loro visita a Londra…

 

E allora, perché le hanno sradicate? Perché tanti, troppi angoli di strade, sono state private della loro presenza? Non esiste racconto o film che non le citi in un passo di un romanzo o nella scena di un film che parli di Londra.

 

  • Perché i cellulari, e la privatizzazione dell’azienda ne hanno decretato la fine il 17 gennaio 1985. La praticità non ha cuore e non rispetta il cuore delle persone. Ed è così che nascono piccole iniziative individuali, c’è chi si diverte a trasformarne l’interno in una libreria particolare: porti un libro che hai letto, ve lo depositi, e ne prendi un altro, chi lo fa diventare un piccolo emporio, una vera e propria mini biblioteca, una piccola galleria d’arte, un centro di informazione, purtroppo anche una doccia o addirittura una toilette…

Gli inglesi insomma, non accettano di vederle scomparire e sono alla ricerca continua di idee     per destinarle ad altro uso. Addirittura le adottano, così come in Italia si adottano alcuni monumenti, purtroppo solo alcuni, per cercare di salvarli dal degrado. Non si possono dimenticare neanche i collezionisti sparsi in tutto il mondo, dalla Russia all’America, alla onnipresente Cina.

 

Ho risposto a ciò che volevi sapere? E adesso, cosa intendi fare per aiutarci, come hai promesso al dott. Who?

 

Per salvare la terra intendi?

 

  • Naturalmente

 

Salvare la terra dagli uomini è impossibile finchè gli uomini avranno fame di denaro, finchè cercheranno in ogni cosa materiale la soluzione alla vita, finchè non si renderanno conto che non possono come te, viaggiare nel tempo, perché la loro durata è limitata nel tempo e non ci sono prove d’appello. Finchè gli uomini non vorranno un bene autentico, fatto anche di rinunce, ai loro figli e ai loro nipoti , mi dispiace, ma non credo di potervi aiutare. Nel mio piccolo, cerco di salvare la storia delle piccole cose che appartengono alla storia dell’uomo e con esse la memoria di chi ci ha preceduto lasciandoci esempi positivi. Cosa c’entra la cabina rossa? Non so, ma mi piace pensare che quelle quattro pareti trasparenti, abbiano comunicato col mondo e quando il mondo comunica mi piace pensare che sia in pace. Comunque dottor Who, grazie di avermi accolto nella sua cabina…. Anche se blu!

 

Esco nell’aria nebbiosa e mi do della matta “ ho parlato con una macchina”, ma forse ha più cuore di tanta umanità. Ma bisogna davvero essere il dottor Who, viaggiare nel tempo e nello spazio per salvare la terra?

 

Nadia Farina

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