Io mangio scarpazòun

L’erbazzone è una tipica specialità gastronomica reggiana. Detto anche scarpazzone (in dialetto scarpazòun, in quanto in passato le famiglie meno abbienti utilizzavano anche la parte della bietola meno pregiata e cioè il fusto bianco, la cosiddetta scarpa della bietola), è una pietanza apprezzata in tutto il mondo. A tale proposito, è solo di pochi giorni fa la notizia che  il noto cuoco Stefano De Pietri, nel suo ristorante appena aperto sull’isola di Las Palomas nelle isole Canarie, ha inserito proprio la specialità reggiana tra i suoi menù più ricercati.

Stretto parente della pizza napoletana, l’erbazzone è una torta salata composta da una piadina ripiena di bietole o spinaci lessi insaporite con diversi ingredienti tra cui cipolle, scalogno, aglio e, ovviamente, tanto Parmigiano Reggiano. La piadina è composta da farina, acqua, strutto, olio, sale e pepe.

Alla versione padana se ne affianca un’altra, la cosiddetta “montanara“,  che ha la peculiarità di aggiungere del riso alla ricetta tradizionale.  Castelnovo ne’ Monti e Carpineti sono i Comuni che maggiormente detengono la tradizione dell’erbazzone “montanaro”, tanto che fino alla scorsa estate si è organizzata  una manifestazione dal nome emblematico “Scarpazzone in forma” per celebrare il caratteristico erbazzone con aggiunta di riso.

Nutriente, ricco di calorie, fibre, vitamine e ferro, l’erbazzone fa parte di quei prodotti di tradizione italiana che si propone come alternativa ai cibi industriali e dei vari Fast Food.

La redazione