RITRATTI DI DONNE – Spettacolo civile di Marzia Schenetti

 

RITRATTI DI DONNE è il titolo dell’ultimo spettacolo civile di Marzia Schenetti, musiche e testi in collaborazione con Gianfranco Domizi.

Andato in scena, in prima rappresentazione, il 13 marzo, al Teatro di Bismantova di Castelnovo ne’ Monti (RE), promosso da CGIL Zona Montagna e Coordinamento Donne CGIL SPI Reggio Emilia, ANPI, AUSER e Centro Sociale Insieme; subito replicato alla Camera del Lavoro di Roma, il 23 marzo, Sala Alberto Fredda, promosso da CGIL SPI Roma Lazio e ANPI Roma.

Autrice e protagonista Marzia Schenetti, artista poliedrica che biograficamente si occupa da molti anni dei temi legati alla condizione femminile, attraverso libri, arte e spettacoli civili.

Le sue pubblicazioni: Il Gentiluomo, Evil, Parole Destinate, L’Edile, Le Gentildonne.
Teatro Civile: “Evil, dalla violenza al cammino per la libertà”, “Women in Resistance”, “S’impara ad amare”, “Ritratti di Donne”.
Arte: Progetto fotografico “corpodeltesto”, una serie di scatti alle donne over 45. Il valore della bellezza femminile nella completezza della sua storia.

 

Questo ultimo lavoro di Marzia, “Ritratti di Donne”, racchiude settantacinque anni di storia, 1943-2018; donne normali che hanno fatto e fanno la storia del nostro paese e vengono raccontate sulla base di una serie di parole chiave che vanno dal lavoro all’emancipazione, passando per il coraggio e la partecipazione.

 

L’idea dello spettacolo si è creata da sola – ci dice Marzia – è il sunto di dieci anni di percorso personale, dove ho puntato sulla mia necessità, quella d’incontrare e confrontarmi con altre donne, donne che provenivano anche da ambiti diversi. Sono infatti settantacinque anni di storia, partendo dal ‘43 con la Resistenza, le staffette partigiane, Jole, Giacomina e tante altre storie e incontri con queste donne straordinariamente forti … poi il mondo del lavoro, il lavoro duro del dopoguerra, dai campi alle prime fabbriche, fino a quello contemporaneo, rimasto umile e duro e forse oggi, pure dimenticato; ma anche storie di donne che ho incontrato o che rappresentano per me il coraggio, le donne e le guerre di oggi a noi molto vicine, come Gulala Salih, la storia del suo popolo e la guerra delle donne curde, la storia di Rosaria Costa, vedova Schifani e la guerra contro la mafia … fino ad  arrivare agli anni ‘70, l’emancipazione, e qui, mi sono attraversata nella mia vita personale nel confronto con le amiche con cui ho condiviso percorsi di ricostruzione.

Lo spettacolo è il sunto di tutto questo. Non c’era un progetto finalizzato ma l’amore per le relazioni ha fatto si che me lo sia ritrovata fatto.

Il filo conduttore, le parole chiave: LAVORO, RESISTENZA, CORAGGIO, LIBERTA’, EMANCIPAZIONE, CREATIVITA’ E VALORE ESISTENZIALE, questi i punti fermi per orientarsi nello spettacolo.

Palle di parole che hanno un’imponenza notevole. Nel prepararlo, ho trovato poi la parola delle parole, “relazioni”. Credo che il valore delle relazioni, così presente fino agli anni ‘70, sia stato poi in seguito lasciato in disparte, penso invece che sia quello su cui ci si dovrebbe ancorare fortemente. Relazioni e confronto, con umiltà e curiosità, due caratteristiche fondamentali per definirci umani, e intrufolarsi nelle storie con interesse e soprattutto con amore … questo porta a dissolvere non solo i drammi personali, ma porta ad una conoscenza maggiore che ci permette realmente di poter scegliere e poterci definire veramente libere mentalmente.
Lo spettacolo porta a diverse riflessioni e in particolare appunto una: quale sia la potenza femminile e la libertà femminile, se è veramente questa rincorsa a luoghi, posti e modi o se è la capacità, che storicamente é ben riconoscibile, che sta nel coraggio delle scelte, scegliere da che parte stare ovvero dalla parte del giusto e della giustizia, anzi ,”Giustezza”, come sottolinea Giacomina.

Lo spettacolo è stato costruito per lasciare spazio a queste riflessioni in modo partecipato, ad ogni atto ci sono momenti di dialogo per giungere al termine con un dibattito, intorno ad una tavola di casa apparecchiata, proprio perché il valore del dialogo sia riportato alla semplicità e alla genuinità, cioè quell’aspetto umano di massimo valore, fuori da ogni conformazione.

(Intervista integrale http://www.radioarticolo1.it/audio/2018/03/20/35539/comeri-vestita-in-mostra-gli-abiti-delle-sopravvissute-alle-violenze-ritratti-di-donne)

E’ un lavoro quotidiano la cura delle relazioni e anche per le nuove generazioni c’è bisogno di avere nuovi stimoli e progetti da portare con linguaggi nuovi.

Ritratti di donne sono storie importanti di grande valore sociale, tanti temi al centro della scena: dal contrasto alla violenza, alla lotta per i diritti sociali, al ruolo della donna nella storia e nelle guerre e lo spettacolo li porta in modo totalmente innovativo, Marzia Schenetti in collaborazione con il maestro Gianfanco Domizi, hanno curato i testi e le musiche completamente originali, utilizzando linguaggi e stili come il Rap e il Rock, per avvicinarsi ed arrivare il più possibile anche alle nuove generazioni, mantenendo il dialogo semplice, diretto e spontaneo.

Per ogni informazione sullo spettacolo vedi link sotto – Per contatti: dimmi784@hotmail.it