SULLE TRACCE DI UN’ETICA DEL SENTIMENTO.

 

“Uccisa un’altra donna – La rabbia della gente”

  • “Ancora un atto di feroce bullismo”
  • “Un altro stupro, vittima una quindicenne”
  • “Ancora una strage”

Questi, alcuni titoli dei servizi televisivi, vuoi Rai, Mediaset, La 7…

  • “Ma.. ci fermiamo un attimo, restate con noi: Pubblicità”

E noi, restiamo per capire cosa è successo.

Straziate e dolorose, arrabbiate, incredule, le parole dei parenti delle vittime, che ne delineano vite, ricchezza di ideali e di progetti, tutti da vivere.

Amare e sfiduciate nei confronti della giustizia umana, che sembrerebbe dare impunità a qualunque delitto a carico della dignità fisica e morale dell’uomo e che, troppo spesso, vanifica il lavoro delle forze dell’ordine, impiegate nella ricerca di assicurare i delinquenti alla giustizia stessa.

Ritornando dunque alle trasmissioni televisive, tra lucide considerazioni e lacrime di autentico dolore, in momenti in cui si grida senza volgarità da più parti un “Basta!” alla violenza, all’indifferenza, al disprezzo della vita umana, la voce del giornalista, di qualsivoglia rete, fino a quel momento concitata e partecipe, impone una brusca frenata al coinvolgimento emotivo e alla riflessione degli spettatori, mandando…la pubblicità.

Come dire “Ci siamo arrabbiati, abbiamo pianto, ora ci fermiamo un attimo per parlarvi di dentifricio, detersivo, spaghetti al dente, ma torniamo subito, state con noi, per ri-piangere e ri-arrabbiarci”.

Parole come principi, valori, rispetto, vengono propinate da tutti, dal politico all’opinionista di nuova nomina, dal religioso al laico, nell’articolo di fondo del direttore di un giornale e in qualunque intervista.

Ma quale rispetto e rispetto, se un dentifricio o un sapone valgono più del basta alla violenza, con una pubblicità che entra a gamba tesa, e ormai in modo sempre più selvaggio! Non c’è dramma, dolore, orrore, che non venga appiattito dalla pubblicità! C’è sempre stata, inutile negarlo, ma oggi viene prima di qualunque orripilante notizia! E se la pubblicità è così importante, che valore può mai avere l’uomo?

Al dolore non si dà il tempo di entrare nell’anima. E così nasce lentamente, in modo subliminale, una società insensibile e indifferente!

E adesso, senza pausa alcuna: PUBBLICITA’

– “Rispettiamo i morti dando giustizia!” Dicevano.

– “Rispettiamo i morti!

Dopo la pubblicità!!

 

Nadia Farina