Un social paleolitico

Allora ci risiamo! Dico io ad alta voce parlandomi addosso. Poi rido di questa mia considerazione con tanto di punto esclamativo, che mi rimanda a quel momento in cui il mio editore mi comunicò che la copertina della mia silloge poetica “ Sensi e Controsensi” era stata rimossa dalla pagina di Fb. Allora non ne feci un dramma, mi limitai a prenderne atto e a giurare di postarla sul mio profilo e pure in bella mostra. Così feci e… miracolo! La mia giovane donna rannicchiata, e col seno esposto al pubblico ludibrio, ci restò, eccome!

Beh, mi dico, ma questa è un’altra cosa!

La donna, o meglio la madre, le cui forme offendono, così pare, la sensibilità del pubblico del social, tanto da essere rimossa, è niente meno che la Venere di Willendorf, chiamata così perché ritrovata nel XX secolo nel villaggio austriaco di Willendorf, esposta, senza dare scandalo, nel museo naturale di Vienna (Nhm).

La statuetta, come ben si sa, è nuda e non credo proprio che Christian Koberl, direttore del Nhm di Vienna voglia coprire le sue “grazie”.

Vogliamo ricordare a Facebook che si tratta della rappresentazione preistorica di donna più conosciuta al mondo, sopravvissuta a 30 mila anni di storia e considerata una delle più famose opere d”Arte del Paleolitico. E se quel cervellone artificiale di Fb non l’ha ancora capito, quella meravigliosa statuetta in pietra calcarea, è considerata il simbolo della madre Terra. Ci pensi bene prima di rimuovere qualcosa che appartiene al patrimonio dell’umanità e ci racconta di quel sacro femminino che tante volte viene vilipeso. Insomma, faccia funzionare quel suo cervellone elettronico, perdio! E ora quasi non ci importa che Fb si sia scusato, la figuraccia resta insieme alla fatica, quella di noi tutti che amiamo l’Arte e la bellezza troppe volte mortificate dall’ignoranza, di far sentire la nostra voce. Ah, questo meraviglioso nostro mondo nuovo che si professa libero non smette mai di stupirci.

 

Annabruna Gigliotti