Vocabolario etico: NON CHIAMIAMOLO FEMMINICIDIO

Il termine femminicidio o feminicidio fu utilizzato per la prima volta nel 1990 dalla docente di Studi Culturali Americani Jane Caputi e dalla criminologa Diana E. H. Russell. Da allora il suo uso e abuso indiscriminato ci ha indotto a delle riflessioni, la prima è: ma vuoi vedere che alle prossime edizioni dei vocabolari scriveranno una nuova voce “Femminicidio”: attribuibile agli omicidi delle femmine?

Non sono mai stata una femminista anche se ammiro la loro strenua lotta, considerandola a volte eccessiva e a senso unico, ma comprendo anche che per avere dieci bisogna chiedere cento. Le donne infatti hanno ottenuto parte dei loro legittimi diritti, ma non CERTO quello di farsi chiamare Femmine. La donna si distingue dall’uomo perché diversa nel corpo, e forse, nel modo di portarsi alla vita e rapportarsi con l’umanità, ma Donna non femmina.

La femmina, lo cita anche il vocabolario, è un’altra cosa.

Femmina:

1) Con riferimento alla specie umana, in un numero limitato di espressioni correnti o di comodo, individuo di sesso femminile.

2) Donna adulta, per lo più con senso peggiorativo o con riferimento agli aspetti fisici. ,[Non ad ogni donna, ma solamente a coloro che sono gentili, e non sono pur femmine (Dante); chiacchiere da femmine; è proprio una bella femmina]

Dal latino femina, dalla stessa radice di fecundus “fecondo”

La televisione, i giornali, parlano continuamente di femminicidio come se l’omicidio di una donna fosse una cosa diversa dal togliere la vita ad un essere umano, come se chiamare femminicidio attirasse maggiormente l’attenzione. L’omicidio è omicidio punto e basta! Omicidio di una Donna, mi ripeto, non di una femmina.

Chi ha coniato questo termine conosceva la sottile differenza che esiste tra Donna e Femmina?  Perché non è stato coniato  il termine DONNICIDIO?

Posso in verità accettare positivamente il termine femmina in un solo caso. La donna, come femmina che difende i suoi cuccioli e la leonessa ce lo insegna. E lasciamo stare alcune storie aberranti che nulla hanno a che vedere con le donne e con le femmine. Esseri umani? Che non possiedono né cuore né cervello. Esseri? Forse nemmeno esseri. E agli uomini che così terribilmente, orrendamente, distruggono la vita delle loro mogli, compagne, mamme, fidanzate, sorelle, figlie, cosa diremo, che hanno commesso un femminicidio. ?

Personalmente non credo sia questa la strada giusta per portare all’attenzione della gente questo terrificante problema. Dovremo solo chiedere giustizia, una giustizia più giusta per le donne senza le quali gli uomini non esiterebbero. Dovremo solo chiedere di chiamare OMICIDIO ciò che altro non è.

E NON CHIAMIAMOLO FEMMINICIDIO!

 

 

 

Nadia Farina