Una semplice e tragica storia comune

www.lintelligente.it spesso si si è occupato delle terribili potenziali conseguenze che di gioco d’azzardo comporta. La storia che pubblicheremo oggi riguarda una pensionata che, oltre a bruciare molti soldi e la casa, ha perso anche affetti e dignità.

Ecco cosa è accaduto A.B.

La mia storia è semplice, semplice e tragica. Sono nata nel 1946 in una famiglia umile. Mi sono sposata nel 1967. Mio figlio Francesco vive e lavora a Milano. Io sono vedova da dieci anni.

In passato mi piaceva giocare alla tombola e quando hanno creato le prime sale bingo ho cominciato a frequentarle spendendo più di quanto prendessi di pensione. Una sera dopo aver perso tutti i soldi nella sala bingo del paesino in cui abito, prima di andar via, presi dal borsellino le ultime monetine rimaste e le inserii in una slot machine. Vinsi 150 euro. Da allora, la situazione precipitò.

Un demonio che si chiama “voglia di rifarmi dei soldi persi” si impossessò di me e mi spinse a prosciugare giorno dopo giorno tutti i risparmi faticosamente messi da parte da me e mio defunto marito. Poi senza dire nulla a mio figlio, vendetti la casa di proprietà e dopo dieci anni sono finita in un monolocale in affitto.

La mia è una storia semplice, semplice e tragica. Nelle macchinette ho solo perso tutti i soldi che avevo conservato e la casa comprata insieme a mio marito ma soprattutto l’amore di mio figlio. Io so di aver commesso un gravissimo errore, ma non meritavo il biasimo di mio figlio, senza di lui la vita non ha più senso. Ora spero solo che il Buon Dio abbia pietà di me e metta presto fine alla mia sofferenza.

 

 

La redazione