Intervista all’artista Silvia Mazzacurati

Par la rubrica Arte e Cultura, abbiamo il piacere di presentarvi  attraverso questa intervista, la pittrice parmense Silvia Mazzacurati.

Parma, città dove sei nata e dove vivi. Come artista che vivibilità dai al territorio emiliano?

Credo che in Emilia si possa vivere ancora abbastanza bene, sicuramente ci sono città molto più aperte in campo artistico e in generale. Personalmente non sono affezionata tantissimo a Parma, ma sono affezionata a tante persone e posti, lavorativi e non, che mi impediscono di cambiare città.

Hai frequentato, dopo il liceo, la nota Scuola di ceramica, pittura e scultura Canforini e nell’ambiente della bottega d’arte hai appreso tutte quelle tecniche di espressione con cui oggi ti destreggi nella creazione delle tue opere: disegno, pittura (acquarello, acrilico, olio), ceramica.
C’è una tecnica o più di una che ami in modo particolare? E se si Perché?

Tutto quello che ho imparato lo devo alla mia Maestra e alla sua assistente, appunto di questa scuola, che per altro frequento ancora. Mi piace molto disegnare a matita, a gessetto, ad acquerello, (tecniche che uso specialmente per i miei bozzetti), non amo molto l’olio perché lontano dal mio modo di dipingere; i miei  quadri sono quasi tutti dipinti ad acrilico, con l’acrilico riesco a lavorare più nell’immediato e cambiare qualcosa in corso d’opera in tempi più brevi.

Penso che molto di quello che arriviamo a fare da adulti, sia il risultato di piccoli semi che riceviamo durante la nostra infanzia. Tu intraprendi gli studi artistici una volta finito il liceo, ma la donna creativa e artista esisteva già? L’amore per l’arte quando e dove nasce?

Sicuramente sono stata cresciuta in una famiglia che ama l’arte in tutte le sue forme, la casa è sempre stata piena di libri … ma non so di preciso quando tutto questo sia nato. Una cosa che mi ricordo molto bene è una sensazione che ho sempre avuto, (identica a quella che ho adesso molto spesso quando comincio un quadro), una sensazione quasi “magica” … una bella “agitazione”, che precedeva una qualsiasi cosa che richiedesse della creatività, come le statuine del presepe che facevo col papà, il vestito per le bambole con la mamma, costruire una casetta di lego …

Ho letto che curi alcuni progetti scolastici e insegni all’Università Popolare di Parma, Silvia artista, riesce oggi a fare della sua arte il suo principale lavoro? E se si, in che modo?

E’ molto difficile al giorno d’oggi fare di questo il principale lavoro, ma sicuramente lavorare, anche se poco, in questo ambito, è per me, molto soddisfacente.

Ogni artista quando crea entra nel suo mondo spirituale, qual è il tuo?

Se lo svelassi, non sarebbe più “il mio mondo”.

Le tue opere ci dicono chiaramente che c’è una forte sensibilità verso le tematiche femminili e un interesse particolare nella loro rappresentazione. C’è un motivo per il quale ti senti più motivata in queste rappresentazioni artistiche?

Non è l’unica cosa che amo dipingere, forse è la tematica che fino adesso ho trattato di più. Certamente amo molto il figurativo, quando dipingo un viso vorrei che trasmettesse un’espressione che può essere simile ad un ricordo di qualcuno, o a un desiderio o qualsiasi altra cosa si voglia immaginare. Mi piace variare per far capire che ci sono migliaia di tipi di donne diverse, come ci sono uomini diversi, popoli, religioni, … che andrebbero tutte rispettate ed amate … sarebbe bellissimo se fosse così per tutti.

Il tuo essere donna “artista” con la tua esperienza diretta sul territorio, ma anche a livello nazionale, ti porterebbe a dire che il percorso sia per una donna più difficile o semplicemente è un periodo difficile per l’arte in genere?
Tu quali spunti di riflessione ci puoi regalare?

Il periodo non è certo facile, e oltretutto le nuove tecnologie hanno portato purtroppo ad apprezzare sempre meno il lavoro manuale, per fortuna non è così per tutti. Certamente per una donna è ancora più difficile, come un po’ in tutti i lavori, soprattutto se ha una famiglia e non può dedicare le sue energie ad un’unica cosa.

 Hai appena terminato un bellissimo lavoro: un libro. Ce ne parli?

Il libro racchiude le foto dei quadri che ho portato all’ultima mostra di settembre 2017 a San Benedetto Po (Mantova), e naturalmente le note di ogni singola tela, precedute anche da una prefazione generale, sono a cura di Stefano Mazzacurati, mio padre. Io non ho fatto molto per il libro, chi ha scritto è lui, mio padre, che oltre ad essere un bravissimo medico è un eccellente scrittore e ha reso questo libro molto interessante da leggere.

In alcune tue opere ho notato quell’accostamento forte del rosso al nero, con una forte presenza di ombre e penombre. Soprattutto nelle opere raffiguranti le donne. Potrebbe essere banale una deduzione logica, ma  ogni artista ha “il suo mondo” inteso come motivi e scelte, e dunque chiedo con doverosa curiosità artistica,  quale ruolo dai a queste tinte?

Senz’altro queste tinte hanno un ruolo: mi piacciono i contrasti, (il mondo è un contrasto continuo), mi piacciono le tinte e i sapori forti e appunto in contrasto. Il rosso può essere passione, come dolore o comunque qualcosa di molto forte, il bianco è un colore puro e il nero nasconde quello che ci sta dietro. Ma credo di non essere io la persona giusta a giudicare proprio i miei quadri. Certamente un quadro, lo diceva anche Oscar Wilde dell’arte, deve essere prima di tutto “bello” e deve avere una certa armonia e quindi a volte si cambiano anche i colori in corso d’opere a favore di questo.

– Alcuni sogni si sono realizzati: la tua arte, mostre importanti, e progetti. Ma il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno fa parte della categoria dei “sogni impossibili”: vorrei un mondo tranquillo, privo di guerre, senza cattiverie, (non è un sogno banale, è il mio). Mi piacerebbe non dover cambiare canale alla Tv quando guardo il telegiornale, che tutti fossero in pace e che nessuno si ammalasse, che non ci fosse nemmeno un bambino che ha fame. E ovviamente una vita tranquilla anche per me, la felicità dei miei cari e una lunga vita per loro. E’ tutto quello che vorrei.

 

Ringraziamo Silvia Mazzacurati e per chi volesse guardare con più attenzione le sue bellissime opere o prendere contatti direttamente con lei può trovare le informazioni sul suo sito:

http://www.silviamazzacurati.com

 

Marzia Schenetti