“Buongiorno, Assessore”

Buongiorno, Assessore …

Si accomodi, e mi scusi del ritardo, ma stamattina è stato pieno di questuanti … pensi che sono venuti anche due suoi colleghi a propormi storie assurde: in una, un tale parla con se stesso per una giornata intera (*), che allegria!, e in un’altra uno sfigato si sveglia la mattina trasformato in scarafaggio (**) … che cosa faccia per il resto del giorno, non l’ho capito, ma penso che si metta pure lui a parlare tutti il tempo con se stesso …

Con la nostra produzione, non corriamo questo rischio: è il trionfo dell’azione! La nostra protagonista …

… Donna …

… ovviamente … arriva dall’Africa con un barcone … viene separata dal figlio, che viene immediatamente spedito in un centro per minori … la donna rimane invece in un centro d’accoglienza per alcuni mesi, e dopo una stagione passata a raccogliere pomodori, fa il classico incontro sbagliato: un uomo violento, che incomincia a sfruttarla nel racket della prostituzione … finché un giorno trova il coraggio di fuggire dal suo sfruttatore, dopo avergli piantato un coltello da cucina nella schiena … finisce in galera, e poi ai domiciliari …

… lui muore? …

… no, se la cava. La nostra protagonista è insomma l’emblema di un percorso di redenzione, che inizia con la semilibertà, e poi, con la possibilità di fare piccoli lavori, e quindi con l’autonomia, le viene finalmente concesso di frequentare il figlio.

Niente acido?

Ah, sì, dimenticavo: durante il periodo della prostituzione aveva cominciato a drogarsi, e …

Ma no!, volevo dire: lui potrebbe tentare di rivederla e sfregiarla con l’acido.

Non ci avevo pensato! Ma lei, scusi se mi permetto, ha fatto anche lo sceneggiatore?

Solo un paio d’anni al DAMS.

Però! Anch’io! … insomma, le volevo dire che i suoi elettori saranno contentissimi di veder rappresentare i loro valori.

Il problema, come sempre, sono i soldi. Ha uno sponsor?

Mi sono già attivato con (…), ma per arrivare alla Fondazione (…) avrei bisogno di due righe di presentazione.

Niente lettere, siamo sotto elezioni: mi lasci una sintesi dello spettacolo, degli autori e della compagnia, riepiloghi i temi trattati, ed aggiunga infine gli sponsor a cui avrebbe pensato, e vedrò cosa si può fare.

I temi sono di grande attualità … e la nostra compagnia tratta argomenti così scottanti da vari anni …

Non discuto, ma non posso prometterle niente. Si metta in contatto con la mia segreteria fra 15 giorni. E mi raccomando: niente scarafaggi! … hahaha … solo qualche riferimento alle battaglie animaliste, veda lei …

Gli animali vanno!

Altroché! … come le donne, i migranti e i minori. In leggera flessione carceri, drogati e disabili.

Morti su lavoro? Malati psichiatrici?

Flessione nettissima! I morti sul lavoro non fanno più notizia, e sui matti ha già detto tutto Cristicchi … piuttosto … sul Sessantotto … non avete niente di pronto? Quest’anno fanno cinquant’anni … un bel drammone politico ha sempre la sua platea di anziani, che vogliono sentirsi ancora giovani, E’ vero che il Sessantotto andrebbe preferibilmente col sesso, come in “Porci con le ali” … conosce? …

Sì, un testo e un film che hanno fatto epoca …

Lo sa che il regista sarebbe diventato in seguito il regista del “Maurizio Costanzo Show”? Su Mediaset! (idee confuse, come tutti) … volevo dire … il Sessantotto andrebbe preferibilmente col sesso, ma il sesso non va bene a teatro, e poi nella nostra città abbiamo già in cartellone “I monologhi della vagina”. Ma siccome il Sessantotto evolve negli anni Settanta, un bel drammone politico, a questo punto, ci starebbe. E come!

 

NOTA

Avevo in mente questa breve satira da tempo, per evidenziare in prima istanza il tema artistico, ovvero il fatto che l’interesse per i contenuti abbia ormai messo grossolanamente fra parentesi sia la forma che il valore estetico: i riferimenti scherzosi all’Ulisse di Joyce (*) e alla Metamorfosi di Kafka (**) stanno per l’appunto a significare che quelle opere verrebbero oggi considerate “noiose”.

In seconda istanza, volevo evidenziare il tema politico: mentre il Signore e il Mecenate promuovevano in passato l’arte per propria gloria, ma evitando comunque di mettere in imbarazzo gli artisti di corte, oggi sono proprio coloro che scrivono e realizzano produzioni per il teatro, per il cinema e per la televisione a “prostituirsi” alla politica, facendo “concorrenza sleale” a colleghi magari più bravi, ma meno “disinvolti” nel cercare appoggi e tematiche “trendy”.

Alla fine, ho preferito sviluppare queste considerazioni su Pòlis, perché sono convinto che la corruzione dell’arte, degli artisti e del gusto del pubblico (che a questo punto non vede l’ora di “allinearsi” all’artista e al politico) finisce per dare un grandissimo supporto “ideologico” alla propaganda di partito.

Il tema dell’ideologia (artistica e politica) l’avevo toccato più volte su lintelligente, ma avevo sempre preferito adoperare uno stile saggistico … questa è la prima volta che mi esprimo con un dialogo di fantasia (sarà forse l’amore per Diderot!).

Tuttavia, quando ci ritroviamo a leggere certe notizie, e non vogliamo limitarci ai fischi di disapprovazione, o alla risate (comunque appropriatissimi), dobbiamo ammettere, ancora una volta, che la realtà supera di gran lunga la fantasia!

 

 

http://www.huffingtonpost.it/2018/01/08/giusto-cambiare-il-finale-di-carmen-che-non-muore-per-denunciare-la-violenza-sulle-donne-bufera-su-nardella-questa-e-follia_a_23327209/

 

Gianfranco Domizi