Camera con… vista ! Il sesso tra le lenzuola e la rete

Chi di noi non ha utilizzato almeno una volta la tecnologia come strumento per incontrare, corteggiare, flirtare?

Sono sempre più numerose le persone che si dedicano alla navigazione in rete finalizzata alla ricerca di incontri e nuove relazioni. Ed è in continua crescita anche il fenomeno della pratica del sesso virtuale.

Che si tratti di sexting o di cybersesso, pare proprio che siano display e webcam l’alcova di ultima generazione, luogo del flirt e del corteggiamento.

Il cybersesso comprende una serie di attività come la ricerca di materiale pornografico, gli incontri nelle chat erotiche, gli annunci per reclutare partner sessuali, le relazioni amorose online, ecc.

Il sexting si riferisce specificamente all’abitudine, sempre più diffusa, di creare, condividere e diffondere messaggi, immagini o video dal contenuto sessuale più o meno esplicito, attraverso strumenti multimediali.

In realtà la distribuzione di contenuti sessuali attraverso disegni, foto, video, non è un’idea del tutto nuova. L’avvento di Internet, la molteplicità di dispositivi elettronici e di canali social hanno tuttavia decisamente modificato lo scenario degli scambi sessuali, rendendoli molto più semplici e potenti.

Fare sexting non si allontana molto dal fare sesso. I motivi per cui si preferisce farlo in rete possono essere diversi: non sentirsi giudicati, abbattere le barriere della timidezza, sentirsi più liberi e disinibiti, evitare ansie da prestazione e problematiche correlate al sesso, nonché avere maggiori opportunità di scelta. L’anonimato che si può mantenere in rete consente di esprimersi più liberamente, di esternare anche quelle fantasie generalmente represse e poter cambiare partner a piacimento, al di là delle convenzioni sociali.

Per molti il sesso virtuale rappresenta una forma di evasione dalla realtà e dalla monotonia, un modo per concedersi trasgressioni erotiche, o anche semplicemente per rimorchiare. Si può fuggire da una realtà insoddisfacente, trovare un palliativo alle lacune di un erotismo vissuto in maniera inappagante o non vissuto affatto.

Per altri può diventare, con il passare del tempo, una forma di dipendenza con effetti sulla vita reale, una perdita del senso della sessualità vera e propria, una drastica riduzione delle relazioni interpersonali e sociali. In special modo, in soggetti tendenzialmente depressi o che hanno difficoltà relazionali, la fuga mentale e l’evasione dai problemi della vita quotidiana, sperimentati durante il sesso virtuale, danno modo di costruire un’identità fittizia e una realtà parallela più gratificanti, in grado di favorire la dipendenza, più della semplice soddisfazione sessuale.

La ricerca di sesso o di relazioni basate su di esso, di pronto consumo, rappresenta una forma contemporanea di comunicazione e creazione di contatto. L’elemento centrale non è dunque il mezzo o lo strumento (lo smartphone, la foto o il video), quanto piuttosto la comunicazione e la maniera in cui essa subisce l’influenza del virtuale sul reale.

Si tratta della dicotomia fra mondo reale e mondo virtuale, in relazione al vissuto dell’io. Queste due dimensioni così antitetiche che oggi sembrano collimare, non vanno trattate come realtà antistanti, ma come aspetti della realtà in stretta relazione, che influenzano l’Io nell’approccio con l’altro e con il mondo.

Non è il senso comune, è la logica della sensazione a rappresentare all’io le cose che sono, cioè la realtà, e le cose che non sono, vale a dire la virtualità.

Ecco allora che ci si domanda come la relazione si evolve con il loro uso e come cambia il rapporto con la sessualità.

Negli incontri in rete è possibile spacciarsi per persone molto diverse da sé, ci si può costruire identità alternative più appetibili e più simili al proprio ideale. La percezione di queste identità può essere così intensa da diventare realistica: il feedback della propria immagine restituita dall’altro diviene illusione della realtà di essa, in un processo concatenato di distorsioni percettive.

Ed è esattamente questo che genera la reiterata pratica del sesso virtuale: una distorsione del concetto di relazione, in cui gli aspetti del vissuto si sgretolano lasciando il posto a quelli dell’immaginato.

 

Nunzia Manzo