La cicogna bianca Padana

Nidificano sugli alberi, ma anche sui pali della luce. Il loro piumaggio bianco e nero le rende eleganti, l’apertura alare maestose. Ne è passato di tempo da quando Virgilio, Plotino, Ovidio e molti altri autori davano testimonianza della loro presenza già nell’antica Roma, quando le cicogne costruivano il loro nido sui cornicioni dei templi. Certo è che ne sono cambiate di cose dai tempi dell’impero romano, ma il fascino delle cicogne bianche resta immutato nonostante il trascorrere dei secoli.

Scomparse dal bel Paese tra il XVI e il XVII secolo, il loro ritorno spontaneo venne registrato per la prima volta in Piemonte verso la fine degli anni Cinquanta. La colonia di cicogne più numerosa d’Italia si trova a Gela, in Sicilia, ma sono presenti in moltissime regioni italiane e perfino a Milano, dove nel 2010 una coppia si costruì un nido sulla tangenziale ovest.

Anche Reggio Emilia ha la sua colonia di cicogne. Si trova a Gavasseto. Un nido è stato costruito proprio lungo via Comparoni su di un palo della luce. La prima documentazione della loro presenza nel reggiano risale al 2003 e da allora il loro numero è sempre aumentato. E’ emozionante poterle osservare in natura mentre covano le uova, si procurano il cibo e accudiscono la prole. Gli automobilisti, quando passano sulla strada principale della piccola frazione di Gavasseto, non possono fare a meno di fermarsi per osservarle e magari scattare qualche foto. In autunno la maggioranza degli esemplari partono per un lungo viaggio, vanno a svernare in Africa, ma non tutti riescono ad affrontare il lungo tragitto migratorio. Gli individui più deboli restano in zona, proprio, come è accaduto di recente a un volatile femmina vittima di un incauto cacciatore. I residenti, inteneriti da questi maestosi e al tempo stesso delicati uccelli, li nutrono aiutandoli a sopravvivere.

Le cicogne appartengono alla famiglia Ciconiidae. Sono dotate di lunghe zampe e hanno un’apertura alare che varia da tra 1,8 a 2,5 m. Sono uccelli onnivori e si nutrono in prevalenza di cavallette, lombrichi, pesci, invertebrati palustri e rane, ma anche di semi, bacche, lucertole e persino roditori.

Una quindicina di anni fa, quando giunsero per la prima volta nella provincia di Reggio Emilia, le cicogne non erano ben viste da tutti, ma poi col tempo, il buon carattere emiliano ha avuto la meglio. Oggi, in un momento storico in cui di cicogne (metaforicamente parlando) ne arrivano poche, la presenza di questo meraviglioso uccello viene considerata di buon presagio non solo per il futuro di Gavasseto, ma per l’intera Pianura Padana.

 

La redazione