Quando la passione si trasforma in mestiere

Oggi, per i nostri lettori, www.lintelligente.it ha intervistato Ilenia Moreni, un’artista del tessuto che si occupa di sartoria e costumi.

Ilenia Moreni ha fatto della sua passione un mestiere! E’ nata a Colorno, in provincia di Parma. Attualmente vive a Parma e ha reso la sua passione un lavoro tanto creativo quanto insolito. I suoi vestiti, sicuramente unici nel loro genere, sono noti e apprezzati in tutto il mondo. Con un’esperienza ventennale nel settore tessile e pochi mezzi a disposizione, Ilenia ha saputo mettere in risalto le sue doti creative a dispetto di quella società consumistica che vede nell’allineamento aziendale l’unica forma possibile di sopravvivenza economico-finanziaria.

  • Ilenia, tu sei conosciuta in rete come “Leggende segrete”. Ci spieghi cosa intendi con questa dicitura?

 

Sono sempre stata una persona creativa, ma in passato non mi ero mai data un ”Nome”. Con l’arrivo di internet e l’idea di propormi a più persone in un’area geografica più ampia, l’ho fatto.“Leggende” perché esistono nelle culture di tutti i paesi: mi piace pensare al mio lavoro come a qualcosa di reale e concreto che si unisce al leggendario e al surreale.“Segrete” dato che ogni nuova tecnica o progetto che intraprendo è unico e segreto, e tale voglio rimanga anche dopo il lavoro finito!

  • Ti occupi di sartoria e costumi creativi: ci diresti di cosa si tratta?

 

Io amo dire che mi occupo di creare vestiti meravigliosamente…inutili! Da me viene chi ha bisogno di un abito che non potrà mai trovare nei normali canali di vendita. Il cliente che si rivolge a me deve andare a una festa in costume, a un matrimonio a tema, a una manifestazione storica o di fantasia, a un ballo in maschera, alla riproduzione di un film, a una scenetta teatrale, a un gioco di ruolo… In realtà le esigenze di costume sono tante al giorno d’oggi, più di quante si pensi.

  • Durante una recente intervista hai più volte ribadito che i tuoi vestiti sono “particolari”. In cosa consiste la peculiarità di cui parli?

 

Sono particolari perché spesso utilizzo differenti tecniche tutte assieme: dalla scultura alla pittura, dall’atelier alla manipolazione del tessuto, unendo tecnica alla fantasia. Faccio ancora quelle lavorazioni a mano che in tanti non fanno più. Oltre alle richieste di riproduzione da specifici film, quadri o personaggi conosciuti, ci sono anche abiti di mia ideazione, che spesso diventano pezzi unici poiché ugualmente irriproducibili.

  • Quale tipologia di clienti si rivolge a te?

 

Negli anni ho visto e ascoltato esigenze di persone diverse, quindi non ho un cliente standard; ho la mamma che deve fare la festa a tema per il compleanno del figlio, la coppia di sposi fans del noto telefilm fantasy che vuole abiti a tema, le drag queens, splendide professioniste dello spettacolo, cosplayers e appassionati di teatro, giocatori di ruolo, sacerdoti e sacerdotesse wiccan, rievocatori storici. Per loro io progetto e creo su misura qualcosa che hanno in testa o che hanno visto al cinema, ma che nella realtà non riescono a trovare.

  • Ricevi più ordini dall’Italia o dall’estero?

 

Assolutamente dall’estero. Almeno il 90% degli ordini viene da altri Paesi. All’estero l’artigianato di qualità made in Italy ha un grande valore. Ho clienti che tornano ogni anno, anche ordinando un semplice mantello, solo per andare alla festa di turno e dire “Ho un nuovo mantello della mia sarta italiana!”

  • Considerando una giornata lavorativa di otto ore, quanto tempo impieghi a creare un abito finito?

 

Sembrerà banale ma non c’è uno standard, ogni progetto è differente, dipende sempre dall’abito. Un mantello da moschettiere ben fatto può richiedere due giorni; un abito da strega, con ricami e una cascata di cristalli cuciti a mano, anche una settimana…o due mesi. Ogni progetto è davvero un mondo a sé!

  • A quale progetto stai lavorando attualmente?

 

Siamo in pieno periodo pre-Halloween, streghe e maghi vanno via come il pane. A dicembre esce il nuovo film della saga di Guerre Stellari e molta gente andrà alla prima al cinema vestita a tema!

  • Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro e quella che invece ti piace meno?

 

La cosa che mi piace di più è che non è monotono: finisci una regina e inizi un monaco interplanetario, completi un mantello medievale poi prendi a ricamare un corsetto… Credo che la varietà dei progetti sia il maggior pregio di questo mestiere.

Il difetto è che non stacco mai. Lavoro da sola, ho il mio piccolo laboratorio in casa, per cui butto un occhio al lavoro a qualsiasi ora e spesso anche durante i week-end. Talvolta mi balena un’idea e passo la serata a sfogliare cataloghi, a cercare perline, a valutare tessuti… Questo lavoro mi appassiona, ma in parte monopolizza il tempo che dovrei dedicare a me stessa.

 

 

Antimo Pappadia